Cagliari prodotti tipici

Prodotti Tipici della Sardegna

Regione un po’ misteriosa, chiusa alle influenze esterne, la Sardegna ci introduce alle  caratteristiche di una tradizione gastronomica saldamente ancorata a sapori semplici ed intensi che nel corso dei secoli si è arricchita notevolmente ma esaltando sempre i suoi prodotti tipici tra tradizioni e nuove sperimentazioni.

Prossima ed ultima tappa del nostro viaggio è la Sardegna con i suoi prodotti tipici e la sua cultura.

Geografia della Sardegna 

La Sardegna è una delle maggiori regioni insulari e la terza più estesa d’Italia, bagnata dal Mar di Sardegna ad ovest e su tutti gli altri versanti dal Mar Tirreno.

Il territorio in prevalenza collinare con rilievi montuosi tra cui ricordiamo le vette più alte dei Monti del Gennargentu; l’intero territorio è circondato da coste che si estendono per circa 1900 km lungo tutto il perimetro; il Tirso, con i suoi 152 km è il fiume più lungo che attraversa la regione.

La città principale e capoluogo della Regione è Cagliari; tra le altre città di una certa rilevanza vi sono Sassari, Nuoro e Oristano, rispettivamente capoluoghi delle omonime province.

 

 

 

 

Cenni storici della Sardegna

A partire dal 1800 a.C. nella regione si diffuse la civiltà nuragica un popolo di pastori guerrieri che rimase radicato sul territorio per circa 1300 anni, lasciando importanti tracce della propria cultura nei nuraghi, le caratteristiche abitazioni fortezza, alcune delle quali ancora visibili oggi.

Abili coltivatori di viti e ottimi estrattori minerari di pietre metallifere questo popolo intrattenne rapporti commerciali di importanza con Fenici, Etruschi e Greci i quali a poco a poco conquistarono uno dopo l’altro il territorio sardo.

Nel 238 a.C. Roma assunse il controllo della Sardegna, che fu retta a provincia dell’impero; la lunga dominazione romana conferì una certa prosperità al territorio, grazie anche allo sviluppo dell’agricoltura e dei commerci e alla realizzazione di infrastrutture. In questo periodo iniziarono appunto a delinearsi le due componenti fondamentali dell’economia sarda: la componente pastorale e quella agricola, sviluppata soprattutto nel Campidano.

Dopo il crollo dell’impero romano i vandali e successivamente varie popolazioni barbare sbarcarono sull’isola distruggendo le città e depredando la regione, che ormai si trovava isolata dal resto del mondo.

Nei primi secoli successivi all’anno 1000 le occasioni di contatto con le altre regioni aumentarono notevolmente, soprattutto quando le potenti repubbliche marinare di Genova e di Pisa estesero il loro dominio su tre dei quattro territori in cui la Sardegna fu suddivisa.

Verso la fine del 1200 la chiesa modificò definitivamente le sorti della regione concedendo a Giacomo secondo d’Aragona l’investitura del Regno di Sardegna il quale dopo varie trattative diplomatiche occupò militarmente il territorio, inaugurando un altro lungo periodo di ostilità causato da un processo di decadenza e depressione che investì la regione sotto ogni profilo.

 

 

 

 

Prodotti Tipici Sardi

Nel corso dei secoli il ricettario regionale si è arricchito notevolmente grazie alle diverse invasioni e ai domini di popoli diversi: ai prodotti della tradizione originaria si affiancano quelli introdotti da altre civiltà, creando un mix originale e molto apprezzato cardine della tradizione culinaria sarda.

 

Formaggi Tipici Sardi

Il Casizolu

Il Casizolu è un formaggio a pasta filata dalla caratteristica forma a pera. Prodotto tradizionalmente dalle donne nel comprensorio che corrisponde alla comunità montana del Montiferru, si ottiene dal latte vaccino di razza sarda-modicana addizionato di caglio liquido anche vegetale.

La salatura avviene per immersione in salamoia, a cui segue un periodo di maturazione di circa 10 giorni; le forme sono poi appese a coppie e lasciate stagionare per un periodo variabile che va da uno a 15 mesi. 

Il profumo è di latteria, il sapore è dolce se il prodotto è poco stagionato mentre risulta più forte e pungente se affinato a lungo.

 

Fiore sardo DOP

Il Fiore Sardo è un formaggio di latte intero di pecora a pasta cruda addizionato con caglio di agnello; la rottura della cagliata avviene per due volte consecutivamente per poi venire riposto in forme d’acciaio che gli conferiranno il caratteristico scalzo convesso e arrotondato detto a schiena di mulo.

Il gusto è ampio, ricco, con ricordi di frutta secca ed erbe aromatiche; se la stagionatura si protrae, può assumere anche sapori più piccanti.

 

Pecorino sardo DOP

Formaggio di antica tradizione, ottenuto da latte intero di pecora addizionato con caglio di vitello, il Pecorino Sardo è commercializzato in due diverse tipologie

  • Dolce, per il quale è previsto un periodo di invecchiamento compreso tra i 20 e 60 giorni; presenta crosta sottile e paglierina, la pasta è elastica di colore chiaro e dal sapore dolce e delicato
  • Maturo, la cui stagionatura di solito non è inferiore ai quattro mesi e può protrarsi fino a uno o più anni; la sua crosta è liscia e consistente di colore Bruno, la pasta, compatta, acquisisce via via una struttura più dura e consistente che sprigiona un sapore inizialmente poco marcato, ma pieno che, con il progredire della stagionatura, diventa gradevolmente piccante.

 

Ricotta salata

La ricotta sarda si ottiene dal siero residuo della lavorazione del formaggio di latte ovino, più precisamente dalla coagulazione della lattoalbumina presente nel siero stesso; questo processo è naturale e quindi non necessita dell’intervento di enzimi esterni.

Il coagulo ottenuto viene separato dalla parte liquida e posto in cestelli che ne agevolano l’asciugatura conferendogli una forma desiderata. 

A questo punto la ricotta viene pressata per conferirle ulteriore compattezza e ridurre l’umidità in eccesso, ed infine salata e appesa stagionare per un mese o anche di più se si vuole ottenere un formaggio particolarmente sodo.

Privo di crosta la pasta si presenta compatta e dura se da grattugia, ha spiccato sapore sapido, e in alcuni casi vagamente piccante

 

 

 

 

Salumi tipici Sardi

Agnello di Sardegna IGP

La pastorizia è una delle attività più antiche praticate sull’isola e il risultato di tanta esperienza ha consentito di immettere sul mercato prodotti di altissimo livello uno in particolare è proprio l’agnello di Sardegna IGP.
L’agnello di Sardegna è di piccoli dimensioni e viene allevato allo stato brado nell’intera regione, anche nelle zone più selvagge.

Ha carni particolarmente tenere, gustose, dotate del caratteristico odore ovino ben pronunciato, una peculiarità che ha permesso a questo prodotto di ottenere il riconoscimento dell’ IGP.

L’usanza sarda era quella di cucinarlo sotto terra in una buca rivestita di foglie, sulle quali veniva posto l’agnello; Una volta chiusa l’imboccatura, vi si accendeva sopra il fuoco e il calore trasmesso il terreno dava luogo ad una cottura simile al forno. 

Questo insolito metodo e stato utilizzato per molto tempo a fronte dei furti degli animali stessi: l’agnello rubato, infatti, veniva cucinato sotto terra in modo tale che il padrone, qualora fosse passato a cercarlo, non ne avrebbe trovata traccia e non sarebbe stato richiamato dall’ odore tipico della cottura della brace.

 

Prosciutto crudo di capra o di pecora

Terra di forti sapori, La Sardegna vanta fra le sue specialità dei particolari prosciutti crudi ottenuti dalla lavorazione della coscia di esemplari di pecora e di capra allevate allo stato brado nei pascoli delle zone montuose della regione più adatte ad allevamento.
Le cosce vengono salate stagionate con l’osso dagli 8 ai 10 mesi e stagionate naturalmente agevolate dal clima ventoso tipico delle aree montane dell’isola.
Si presentano di colore rosso intenso compatti e poco grassi l’odore è ampio intenso mentre il sapore è pieno, sapido e di buona persistenza.

 

Itticoltura sarda

Bottarga di muggine

La bottarga si ricava dalle sacche ovariche del muggine opportunamente salate, pressate, essiccate ed eventualmente paraffinate.

La bottarga di muggine deve presentarsi asciutta ma non secca consistente ma non dura o legnosa; di colore  nocciola tendente al rosato, presenta un profumo caratteristico che può ricordare quello del riccio marino, con una gamma di sentori molto ampia ed il sapore è intenso e ripropone gli odori avvertiti.

 

 

 

 

Frutta e verdura tipica della Sardegna

Carciofo di Sardegna

In Sardegna vengono coltivati sia carciofi inermi sia carciofi spinosi; questi ultimi, in particolare, rappresentano la qualità maggiormente resistente agli agenti atmosferici e più pregiata.
Spesso privi di barba, i carciofi spinosi sono carnosi dal sapore morbido e meno astringente di quello che generalmente caratterizza i carciofi, e anche le note amarognole risultano attenuate.

Apprezzato per le sue qualità, il carciofo spinoso è ottimo crudo, oltre che cotto, mentre quello inerme è solitamente consumato previa cottura.

 

 

 

 

Miele di corbezzolo

Il corbezzolo è una pianta arbustiva sempreverde molto resistente ai climi aridi e perciò molto diffusa in Sardegna, dove il clima secco e ventoso è prevalente.

Il frutto di questa pianta viene consumato al naturale, utilizzato per la preparazione di liquori; si presenta forma di bacca più grande di una ciliegia virgola di colore rosso scuro punteggiato da granulosità e dotato di consistenza polposa e un sapore dolce.

Con il nettare dei fiori della pianta si produce inoltre un ottimo miele dalle grandi qualità e provvisto di particolari caratteristiche organolettiche; data la fioritura tardiva, tra ottobre novembre, che rende più complicata la sua asciugatura il miele di corbezzolo è un miele molto raro.
Si presenta di colore ambrato, al naso sprigiona aromi vegetali e il sapore è dolce, ma con un fondo piacevolmente amarognolo.

Particolarmente conosciuto quello del Comune di Ales, questo tipo di miele si presta a essere consumato da solo su una fetta di pane o su un pezzo di pecorino ma viene normalmente impiegato anche come ingrediente in molte preparazioni di pasticceria come le sebadas.

Mirto

Il mirto è un arbusto cespuglioso sempreverde appartenente alla famiglia delle mirtacee.
Tipica pianta mediterranea, ha trovato il suo habitat naturale in Sardegna, dove cresce raggiungendo circa i 2 m di altezza; possiede foglie coriacee di piccole dimensioni ed i frutti scuri e polposi hanno un sapore amaro che maturano a partire dalla fine di novembre.
Da questo periodo in poi inizia la raccolta rigorosamente manuale delle bacche dalle quali, per infusione a freddo in alcool, si ottiene il liquore che porta lo stesso nome della pianta molto diffuso in tutta la regione sarda: il Mirto.

Le bacche raccolte intere o macinate vengono lasciate in una soluzione idroalcolica per circa 15 giorni per poi essere sottoposte a pressatura separando l’infuso della massa; il composto ottenuto viene addolcito con zucchero o con una miscela di zucchero e miele e portato a gradazione diluendolo con l’acqua.

Filtrato e limpido a questo punto il mirto è pronto per l’imbottigliamento; si presenta di colore rosso più o meno intenso ed è dotato di profumo vegetale e sapore aromatico e amarognolo.

Dall’infusione idroalcolica a freddo delle foglie invece si produce una tipologia di liquore nota come Mirto bianco, per il suo colore chiaro, verdognolo; possiede odore e sapore più delicati rispetto alla precedente versione.

 

 

 

 

Pasta e farinacei tipici sardi

Pane carasau

Prodotto di panificazione simbolo della regione, il pane carasau è anche noto come carta musica in relazione al colore simile a quello della pergamena e al fatto di essere sottile quanto un foglio di carta.

Si tratta di un pane leggero e croccante, si spezza facilmente, si conserva a lungo ed è ottenuto lavorando farina di grano duro acqua lievito e sale.

La farina viene impastata con acqua tiepida, salata e lavorata lungamente per poi essere addizionata di lievito e ulteriormente lavorata in modo da ottenere una massa omogenea; la pasta ottenuta viene riposta in appositi canestri coperta con un panno e lasciate lievitare per alcune ore.

A lievitazione completa, l’impasto è modellato a forma di cilindro e tagliato a fette dalle quali si ricavano dei dischi di circa 40 cm di diametro e spessi 2 o 3 mm; man mano che questi dischi sono pronti, vengono impilati e alternandoli con grossi panni ripiegati, si fanno quindi asciugare passandoli uno per volta nel forno a legna a 250° ed estraendoli dopo 20 secondi.

Vengono quindi nuovamente riposti in forno, qui la pasta a causa del calore si gonfia fino ad assumere una forma di pallone che verrà sgonfiata con esperta manualità facendo un’incisione nel fianco e tagliata lungo la circonferenza separata in altri due dischi.

La panificazione si conclude pressando di nuovo i dischi impilati infornando li e singolarmente per biscottarli.

Al termine, il pane assume un colore dorato, un odore di farina con sentori tostati e sapore delicato e fragrante.

 

Fregola

Questa pasta fresca, che ricorda vagamente il cous cous, viene ottenuta impastando semola di grano duro e acqua.

Inserita in larghi contenitori la semola viene inumidita con una quantità ridotta di acqua e quindi lavorata con il palmo della mano; gli ingredienti sono mescolati con un movimento rotatorio fino a ottenere un composto che si presenta sotto forma di tanti piccoli grumi tondi, simili appunto a un couscous ma di maggiori dimensioni.

Fatta riposare per qualche minuto la fregola è pronta per essere utilizzata, come qualsiasi altra pasta, in gustose preparazioni soprattutto minestre e altre primi piatti.

 

 

 

 

Malloreddus o gnocchetti sardi

Questo tradizionale tipo di pasta si ottiene mescolando semola di grano duro, sale, zafferano e acqua.

Gli ingredienti vengono lavorati energicamente al fine di ottenere un impasto compatto, poi suddiviso e arrotolato sul piano di lavoro in tanti bastoncini di circa 1 cm che a loro volta verranno tagliati in cubetti delle dimensioni di un fagiolo; i dadini sono poi schiacciati con il pollice, arricciati e infine premuti contro un pezzo di rete per conferirgli la caratteristica superficie rugosa.

Dopo due giorni di essiccazione sopra un piano infarinato gli gnocchetti sono pronti per il consumo cotti in acqua bollente salata per circa 10 minuti, in genere serviti asciutti oppure conditi con sughi di pomodoro o ragù di carni.

 

Olio Extra Vergine d’oliva tipico sardo

L’olivo costituisce una delle coltivazioni più diffuse in Sardegna, ricoprendo più del 90% del territorio e presente in tutte le sue province.

In passato la Spagna rivestì un ruolo importante nello sviluppo dell olivicoltura sarda, introducendo varietà d’olivo come Palma, Majorca e Sivigliana e contribuendo alla regolamentazione della cultura.

Tra le numerose cultivar presenti in Sardegna ne esistono alcune  specie autoctone come la Tonda e Bianca di Cagliari, Bosana, Terza, e Ceresi.

Nonostante ad oggi l’olio sardo non abbia ancora ricevuto il riconoscimento DOP, si presenta comunque come un olio dalle ottime qualità con colore tendenzialmente verde, profumo vegetale e fruttato di buona intensità e sapore piacevolmente amarognole piccante con un fondo che ricordo il gusto del carciofo.

 

Vini tipici sardi

Già conosciuta dal popolo dei Nuraghi in età preromana, la viticoltura sarda può contare su una tradizione antichissima

Un tempo i vini sardi erano forti, alcolici, mancavano di freschezza e non non venivano apprezzati al di fuori del mercato regionale, tuttavia a partire dagli anni 70 i vignaioli cominciarono ad alleggerire le proprie produzioni dotandole di maggiore freschezza, rendendole più accattivanti sottili ed immediate.
Attualmente i vini Rossi sardi più rappresentativi sono il cannonau, il Carignano del Sulcis, il mandrolisai, il Monica, il cagnulari.

  • Ottenuto da uve cagnulari in quantità minima all’ 85% il Cagnulari Alghero DOC è un vitigno locale capace di dar vita a un rosso particolarmente versati la tavola di buon carattere ma non imponente.  Si presenta di colore rosso rubino, al naso ricorda l’odore dei vini giovani appena svenati e del mosto in fermentazione, è inoltre fruttato, floreale, erbaceo e leggermente speziato; In bocca si presenta asciutto leggermente tannico, discretamente morbido, abbastanza fresco e di buona struttura.
  • Il rosso più rappresentativo dell enologia sarda è il Cannonau, la cui zona di produzione comprende l’intera isola. Ottenuto dall’uva cannonau si presenta di colore rosso rubino più o meno intenso tendente all’arancione se invecchiato; L’odore è fruttato gradevole con sentori vegetali di mirto e spezie, il sapore è invece secco, sapido, caldo e di buon corpo. In Sardegna il cannonau è presente soprattutto nel nuorese.

Nella regione si producono anche degli ottimi vini bianchi intensi corposi ma mai troppo pesanti; i bianchi sardi mantengono sempre sapidità e freschezza adeguate anche nelle versioni più elaborate.

L’unica DOCG dell’isola riguarda proprio un vino bianco: il Vermentino di Gallura tra le DOC invece ricordiamo il vermentino di Sardegna, il Nuragus di Cagliari, il Semidano di Sardegna, l’ Arborea e l’Alghero.

  • Il Vermentino è un vitigno radicato nel nord della Sardegna; la Gallura, area compresa tra Sassari e Olbia, è la principale zona di produzione di questo vino.  il Vermentino di Gallura DOCG è ottenuto da uve Vermentino per un minimo del 95% si presenta di colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdolini, odore intenso, fruttato e floreale ed il gusto è secco, morbido leggermente amarognolo di personalità spiccata e con una buona persistenza e di intensità gusto olfattiva.

Elenco Vini DOCG, DOC e IGT della Sardegna 

  • Vermentino di Gallura DOCG
  • Alghero DOC
  • Arborea DOC
  • Campidano di Terralba o Terralba DOC
  • Cannonau di Sardegna DOC
  • Carignano del Sulcis DOC
  • Girò di Cagliari DOC
  • Malvasia di Bosa DOC
  • Malvasia di Cagliari DOC
  • Mandrolisai DOC
  • Monica di Cagliari DOC
  • Monica di Sardegna DOC
  • Moscato di Cagliari DOC
  • Moscato di Sardegna DOC
  • Moscato di Sorso-Sennori DOC
  • Nasco di Cagliari DOC
  • Nuragus di Cagliari DOC
  • Sardegna Semidano DOC
  • Vermentino di Gallura DOC
  • Vermentino di Sardegna DOC
  • Vernaccia di Oristano DOC
  • Arvesiniadu, IGT
  • Barbagia IGT
  • Colli del Limbara IGT
  • Lajcheddu IGT
  • Isola dei Nuraghi IGT
  • Karabadis IGT
  • Marmilla IGT
  • Nurra IGT
  • Ogliastra IGT
  • Parteolla IGT
  • Planargia IGT
  • Provincia di Nuoro IGT
  • Romangia IGT
  • Ruinas IGT
  • Sibiola IGT
  • Siddaju IGT
  • Taroni IGT
  • Tharros IGT
  • Tiu Paolo IGT
  • Trexenta IGT
  • Valle del Tirso IGT
  • Valli di Porto Pino IGT

 

Elenco Prodotti Tipici DOP e IGP della Sardegna

  • Agnello di Sardegna IGP
  • Fiore Sardo DOP
  • Pecorino Romano DOP
  • Pecorino Sardo DOP
  • Olio Extravergine di Oliva Sardegna DOP
  • Carciofo Spinoso di Sardegna DOP
  • Zafferano di Sardegna DOP

Stai cercando un prodotti tipici della Sardegna?

Torna su