Milano Lombardia Duomo

I Prodotti Tipici della Lombardia

Procediamo il nostro viaggio tra i sapori e le tradizioni culinarie italiane raggiungendo, questa volta, il cuore del nord d’Italia: la Lombardia, luogo fertile e generoso, ricco di prodotti alimentari e tradizioni culinarie tutte da scoprire. 

Lombardia: Geografia del territorio 

La Lombardia confina a nord con la svizzera con la quale condivide il territorio montuoso delle Alpi; qui una delle zone più visitate e conosciute è sicuramente la Valtellina, che offre una grande varietà di prodotti ma anche un vasto territorio naturale apprezzato da turisti e paesani.

Spingendoci verso sud, la catena montuosa delle alpi degrada lentamente a formare un territorio collinare che ospita tre importanti laghi: Maggiore, di Garda e di Como; la loro presenza contribuisce a mitigare il Clima continentale e sulle loro sponde le città di Lecco, Como e Varese sono diventate luoghi di villeggiatura e mete turistiche di grande richiesta.

Il confine del territorio lombardo, con le regioni di Veneto e Trentino Alto-Adige ad est e Piemonte ad ovest sancisce una coesione particolare dovuta anche alla condivisione rispettivamente del lago di Garda sul confine orientale, e del Lago Maggiore per il confine occidentale.

A sud, invece, la Lombardia confina con l’Emilia Romagna. Qui la Pianura Padana si estende quasi a ricoprire il 50% dell’intera superficie della regione. Immersa nel verde della fertile piana di origine alluvionale sorge il capoluogo di regione, Milano, dal quale si dirama una fitta rete di strade volte a raggiungere gli altri capoluoghi di provincia Lombardi come Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona, Mantova, capoluoghi di altre Regione quali Torino, Venezia, Genova, Roma, nonché linee dirette aeree con le principali capitali Europee, grazie alla presenza di due Aeroporti internazionali, Malpensa e Linate.

 

 

lombardia, regione

 

 

Lombardia: un po’ di Storia 

Il territorio vasto e variegato della Lombardia, affonda le sue radici storiche a partire dal periodo di dominazione celtico.
La regione, caratterizzata da un terreno fertile si prestò subito alla coltivazione di cereali quali grano saraceno, orzo, miglio, grano tenero e rape.

Il maiale era l’animale più allevato, apprezzato per la qualità delle sue carni e per il grasso. Sostanzialmente povera, la cucina si basava sui prodotti a base di polenta e granaglie a cui venivano uniti ingredienti quali castagne e rape. Lardo e strutto, ricavati dagli allevamenti di suini, erano gli unici grassi a quel tempo utilizzati.

Nello stesso periodo, dalle prime lavorazioni del grano tenero, nacque la produzione di pane bianco, molto pregiato ed apprezzato, che divenne presto fiore all’occhiello della cucina dell’epoca.
Le caratteristiche geochimiche del terreno permisero uno sviluppo prosperoso delle popolazioni degli Insubri nell’area lombarda, dove fondarono la città di Milano. La sua posizione geografica strategica la rese fin da subito uno dei centri più importanti del vasto territorio dell’area padana.
Già infatti, nel 292 a.C. Milano conobbe grazie ai romani, un importante e continuativo sviluppo economico e commerciale, diventando capitale dell’impero Romano d’Occidente.

Proprio in questo periodo vennero introdotte nuove e numerose coltivazioni che permisero un’evoluzione repentina in campo alimentare.

Gli orti si arricchirono di carote, cavoli, cicorie, cipolle, e carciofi; agli allevamenti suini si affiancarono quelli ovini di agnelli e capretti, ed in campo pastorizio i bovini divennero una fonte importante per la produzione di latte, impiegato anche nella preparazione di formaggi e burro, che gradualmente si affiancò agli altri tipi di grasso già utilizzati.

Con il trasferimento della capitale a Ravenna, e le conseguenti invasioni barbariche che interessarono soprattutto Milano e i territori circostanti, l’area lombarda subì un forte arresto economico e sociale riversando per oltre cinque anni in un estremo stato di povertà e miseria.

In epoca longobarda ed in generale durante tutto il periodo di invasioni barbariche, i pochi cibi disponibili si basavano su cereali, verdure, carni e grasso animale reperibili solamente nelle dispense delle classi più agiate, dove fecero il loro ingresso anche pollame e cacciagione.

I ceti popolari invece, a fianco di prodotti della terra come bacche, erbe selvatiche, radici e tuberi, utilizzavano farine di scarso valore nutrizionale, come segatura mischiata a segale.
Solo verso l’anno mille, dopo la fine del domino carolingio, la Lombardia ricominciò ad intravedere un nuovo periodo di sviluppo beneficiando di una grande ripresa economica e demografica.

È da questo momento, infatti che iniziarono a svilupparsi solidi commerci, aumentarono i centri urbani e ricominciò la messa a colture delle campagne. Un fattore decisivo nel consolidamento del potere lombardo fu la coalizzazione dei vari Comuni nella Lega lombarda per fronteggiare ed opporsi alle limitazioni dell’impero di Federico Barbarossa.

Solo il successivo sviluppo delle Signorie riportò prosperità e sviluppo economico e sociale al territorio lombardo che per la prima volta si trovava diviso in tre importanti aree: il Ducato di Milano, il Ducato di Mantova, ed i territori Veneziani comprendenti le aree intorno a Bergamo e Brescia, fino alle sponde dell’Adda.

La regione divenne così una delle aree più popolate d’Europa sostenuta anche da una ricca attività mercantile, manifatturiera e da un’agricoltura molto sviluppata ed evoluta, ed in questa fase si ha testimonianza delle prime diversificazioni culinarie e gastronomiche dovute alle influenze dei vari ducati.

Bergamo e Brescia furono fortemente influenzate dalla gastronomia Veneta: ne è una testimonianza il largo impiego di Polenta nelle due province anche ai giorni nostri.

Mantova visse, a partire dal Trecento, con i Gonzaga, un periodo di grande splendore, contraddistinto da una fioritura culturale, artistica e anche culinaria, che spesso era condivisa con la tradizione gastronomica ferrarese. Il Matrimonio tra Francesco Gonzaga e Isabella d’Este, infatti, rese i rapporti tra Mantova e Ferrara molto più intensi e di questo avvicinamento risentì molto anche la cucina.

La tradizione culinaria mantovana, infatti si differenzia molto da quella delle altre province lombarde e sembra rispecchiarsi di più in quella emiliana: basti pensare alla produzione di Parmigiano reggiano e di Lambrusco anche nei territori mantovani, oltre che alla comune passione per la zucca, nonché allo stile dei piatti, che comprendono umidi e paste ripiene come i tortelloni che si ricollegano più alla raffinata gastronomia estense piuttosto che alla pragmatica cucina lombarda.

A Milano, sia il Ducato dei Visconti, che il successivo ducato degli Sforza, aprirono le porte ad una felice stagione di prosperità, in cui la politica di entrambe le casate mirò ad esportare la cultura anche gastronomica del ducato, senza però lasciare la possibilità di contaminazioni esterne. Questa politica è ben evidente se si pensa al modesto utilizzo del pomodoro, assente nelle ricette tradizionali della cucina meneghina, e alla predilezione del riso alla polenta. Non a caso uno dei piatti più famosi e rappresentativi della cucina milanese è il risotto allo zafferano.  

 

 

Mantova storia Lombardia

 

 

Prodotti tipici e gastronomia

La ricchezza territoriale e posizione geografica della Lombardia hanno contribuito alla nascita di un’estrema varietà di prodotti e specialità. Dai formaggi ai salumi e dai prodotti ortofrutticoli a ricette enogastronomiche tipiche, il panorama culinario lombardo si colora di mille sfumature e sapori. Scopriamo insieme i principali prodotti simbolo della regione.

 

Formaggi tipici lombardi e allevamenti caseari

L’allevamento bovino è uno dei punti di forza dell’economia lombarda, in quanto consente una vasta produzione di formaggi che rappresentano tutt’oggi specialità in primo piano nella gastronomia del territorio, a partire dal Grana Padano. Questo famosissimo formaggio da grattugia è un prodotto versatile ed utilizzato nelle ricette più diverse, come condimento per primi piatti, in aggiunta a ripieni per dare un sapore intenso, nelle salse come la besciamella e molto altro. Da tavola o da grattugia, il grana Padano è ottimo da gustare da solo, con il pane o con le pere, come vuole la tradizione.

In origine conosciuto come stracchino quadro, per via della sua forma a parallelepipedo e per l’utilizzo di latte ottenuto da mucche stanche per il lungo ritorno dall’alpeggio (dal dialetto stracche), oggi è noto con il nome di quartirolo; eccellenza italiana DOP, il quartirolo Lombardo è un formaggio a pasta molle dal sapore delicatamente acidulo e più saporito con il procedere della stagionatura. Il termine quartirolo fu preferito al precedente, considerato troppo generico, poiché si faceva riferimento all’erba autunnale di quarto taglio di cui si nutriva il bestiame.

Prodotto già apprezzato fin dai tempi dei romani, il Taleggio è uno dei formaggi più diffusi sulle tavole degli italiani e per le sue peculiarità a caratteristiche è entrato a far parte, meritatamente, dei prodotti italiani DOP. È un formaggio ottenuto da latte intero vaccino, scaldato ed addizionato con caglio di vitello. La sua stagionatura viene effettuata in grotte naturali e dura almeno 35 giorni. La pasta è morbida e compatta con un profumo intenso ed aromatico e al gusto presenta un sapore inconfondibile dolce e gradevolmente acidulo.

Alle porte di Milano, in una piccola zona di antica tradizione casearia, nasce un formaggio caratteristico per le sue screziature blu-verdi che conferiscono al prodotto il tipico sapore più o meno pungente. Stiamo parlando del Gorgonzola DOP, famoso formaggio prodotto nell’omonima città, è un alimento caseario a pasta cruda ottenuto da latte vaccino intero e prodotto nelle tipologie dolce o piccante. La presenza di muffe all’interno del formaggio contribuisce a creare quel gusto intenso e persistente, e leggermente pungente. Le muffe si ottengono aggiungendo al latte caglio, fermenti e spore di Penicillium; le forme, forate con aghi metallici, entrano a contatto con l’aria permettendo alle muffe di svilupparsi e dar vita alla caratteristica erborinatura tipica dei formaggi con muffa. Il Gorgonzola DOP si presenta in consistenza cremosa, ottimo da gustare al naturale, oppure impiegato come ingrediente per la preparazione di salse, sughi e condimenti.

Dal termine celtico che significa “perenne”, prende il nome un formaggio assai longevo oggi diventato una famosa DOP: il Bitto, prodotto secondo la tradizione di pastori-caseari tra i paesaggi montani delle provincie di Bergamo e Sondrio. Si tratta di un formaggio a pasta semidura ottenuto da latte vaccino con eventuale aggiunta di una piccola quota di latte caprino che conferisce maggiore sapore al prodotto. Dal sapore delicato e dolce nei primi mesi, intenso e persistente con la stagionatura è anche chiamato formaggio da “meditazione” proprio per il suo gusto pieno che merita di essere assaporato e apprezzato a lungo, meglio se al naturale. Tuttavia la consistenza fondente che acquista quando particolarmente invecchiato lo rende un ingrediente fondamentale anche nella preparazione dei famosi pizzoccheri, della polenta taragna, e degli sciatt, frittelle di grano saraceno dal cuore farcito di formaggio fuso.

 

Salumi tipici lombardi

La Lombardia è anche un’ottima produttrice di salumi; le varietà di suino sono le più diffuse: ricordiamo i famosi Salamini alla cacciatora che nel 2001 hanno anche ottenuto la DOP. Il loro nome deriva dalla consuetudine dei cacciatori di portare questi salamini nella propria bisaccia, proprio per loro facilità di trasporto e praticità della monoporzione.
Di piccole dimensioni e colore rosso vivo, questi salamini sono ottenuti da parti magre della muscolatura dei suini e da parti grasse dure. Il profumo è delicato e hanno un sapore dolce e aromatico risultando al palato morbidi e compatti.

Sempre prodotto con tagli di carni suine scelte, il salame di Varzi è un altro prodotto DOP tipico dei comuni dell’Oltrepò Pavese, dove il clima collinare permette una perfetta asciugatura e stagionatura. Le carni macinate vengono insaporite da un infuso di aglio e vino rosso filtrato, che danno al salume un sapore inizialmente dolciastro e più sapido e complesso con il progredire dell’affinamento.

Prodotto di eccellenza della tradizione gastronomica della Lomellina, il salame d’oca di Mortara IGP trae le proprie origini dalla cucina Kosher ebraica, che per tradizione doveva essere priva di prodotti derivanti da parti suine.

Ad oggi il salame d’oca di Mortara è ottenuto da carne magra di oca con aggiunta di parti di maiale e presenta una consistenza morbida ed un sapore aromatico tendente al dolce molto apprezzato e sostenuto da una buona sapidità.

La Valtellina, è la patria indiscussa della Bresaola, un salume di carne bovina ottenuto da tagli pregiati della coscia di manzo. La carne, dopo essere stata adeguatamente sgrassata e rifilata, viene salata a secco, trattata con erbe aromatiche, spezie e talvolta macerata nel vino.

Dal colore rosso scuro e gusto sapido il termine Bresaola ha origini incerte. Potrebbe derivare dal dialetto brasa, ovvero brace, in quanto un tempo si utilizzavano i bracieri per riscaldare i locali destinati alla stagionatura; oppure l’etimo potrebbe derivare da brisa, un antico metodo di salagione.

 

Varietà e qualità dei prodotti ortofrutticoli delle terre Lombarde: tra Asparagi, Meloni e Zucche

Conosciuto ed utilizzato fin dall’antichità, l’asparago possiede proprietà terapeutiche ed antiossidanti. Nell’area della provincia di Pavia, viene coltivato da oltre cinquecento anni l’Asparago di Cilavegna che trova nei terreni leggeri e sabbiosi della zona il suo ambiente ideale. Dalla consistenza tenera e sapore fragrante si presenta dotato di turione color bianco e punta violetta; a Cilavegna proprio per le sue peculiarità l’asparago viene, ancora oggi, celebrato ogni anno con una sagra ad esso dedicato.

Il Melone di Viadana è una varietà coltivata fin dal XV secolo nelle campagne del mantovano e ancora oggi giunge sulle tavole lombarde riscuotendo un grande successo. Grazie alle caratteristiche organiche dei terreni fertili, leggeri e ricchi di acqua, la varietà dell’area mantovana dà origine a frutti pregiati di forma ovale e buona maturazione, con buccia liscia di colore giallo e dalle striature verdi. La polpa arancione sprigiona un profumo intenso ed aromatico ed il sapore dolce e zuccherino si presenta rinfrescante e piacevole al palato.

Famosa per la sua storia ed il castello dei Gonzaga, Mantova è anche la patria indiscussa della zucca. Questo cucurbitaceo ricco di vitamine e sali minerali è un prodotto versatile e molto apprezzato nella cucina mantovana e non solo. Il suo sapore dolce e delicato arricchisce qualsiasi piatto, dall’antipasto al dolce. Famosissimi sono tortelloni di zucca per i quali si usa una varietà di zucca specifica, ovvero la zucca cappello di prete; grazie alla sua pasta farinosa ed asciutta risulta ottima impiegato come ripieno per paste fresche. Nelle preparazioni di risotti invece, è d’obbligo l’utilizza della zucca piacentina; e se invece la preferite fritta o sottoforma di vellutata la scelta perfetta dovrà ricadere sulla varietà violina. Insomma la zucca, dall’alto della sua notorietà ha degli usi specifici per ogni ricetta e per ogni varietà, tutte da provare ed apprezzare.

 

Il Pane Milanese 

Pane simbolo di Milano, la Michetta si ottiene impastando farina, lievito, malto, sale ed acqua; caratteristica imprescindibile è la pratica di cinque incisioni sulla pasta ancora cruda in modo da conferirle la caratteristica forma a fiore; inoltre la quasi assenza di mollica è una peculiarità tipica di questo pane che lo rende particolarmente adatto ad essere farcito.

Questa specialità nacque durante l’occupazione austriaca di Milano nell’Ottocento. Gli occupanti, infatti, durante il loro dominio, avevano richiesto un pane che ricordasse loro il “keisersemmel”, il tipico pane viennese tanto amato dagli invasori. I milanesi però, ritenendo che questa denominazione costituisse un devoto omaggio all’odiato imperatore asburgico, ossia il kaiser, la sostituirono con la michetta, diminutivo della loro micca, pane leggermente più grosso e con mollica più compatta.

 

Wienerschnitzel o cotoletta alla milanese? 

Tra i piatti simbolo della tradizione milanese è d’obbligo menzionare la regina indiscussa dei secondi piatti: la cotoletta alla milanese. Del suo antenato, il Lombolos cum panitio, abbiamo già testimonianze scritte risalenti all’epoca franca, che ci dà certezze aggiuntive sulla paternità della cotoletta appartenente ai territori milanesi. Per un certo periodo, tuttavia, la sua origine è stata contesa anche dalla gastronomia austriaca, poiché risulta molto simile alla Wienerschnitzel viennese.

A fugare ogni dubbio ci viene in aiuto una lettera scritta da un accreditato suddito della corona asburgica al conte Attems. Egli confidava nell’epistolare, di aver scoperto un piatto milanese, descrivendolo in modo dettagliato e preciso. Il piatto a base di fettina di vitello senz’osso, infarinata, impanata e fritta sembrerebbe proprio ricondurre alla cotoletta milanese, ripresa e apprezzata anche alla corte austriaca.

 

Il Risotto Giallo 

A differenza dell’influenza esercitata dalla gastronomia bergamasca sui territori della brianza, la cucina milanese è sempre rimasta distaccata e sicura delle proprie tradizioni. Alla polenta, ad esempio, fu sempre preferito il riso, la cui produzione aumentò con gli Sforza grazie all’interesse di questo cereale da parte di Galeazzo Maria.

Il risotto allo zafferano è ad oggi uno dei piatti più famosi e rappresentativi della tradizione culinaria della città, e sembrerebbe avere origini risalenti agli anni intorno al 1500.
Si narra che il vetraio belga Valerio di Fiandra, impegnato nella decorazione delle vetrate del Duomo collaborasse con un giovane allievo che impiegava lo zafferano per le colorazioni, apprezzandolo a tal punto da guadagnarsi il soprannome di “Zafferano”.

In occasione del matrimonio della figlia del maestro, il giovane, per scherzo o per gelosia, unì la spezia al riso servito per la ricorrenza. Questa aggiunta sembrerebbe essere stata apprezzata a tal punto da riscuotere un discreto successo, mettendo le basi per la creazione di un nuovo piatto: il riso giallo in padella, preparato in modo differente dai precedenti e con l’aggiunta di zafferano.

Nel 1829 il cuoco Felice Luraschi pubblica la nuova ricetta per il riso giallo che finalmente diventa Risotto alla milanese giallo, ben diverso dalle preparazioni precedenti.

A completare la ricetta odierna spesso oggi questo gustosissimo piatto è il partner ideale per gli ossobuchi alla milanese, fette di carne con osso ricavate dallo stinco di vitello e cucinate in umido, rigorosamente senza pomodoro.

 

 

risotto milanese giallo zafferano

 

 

Panettone, il re dei dolci milanesi

Il Panettone è il dolce della città di Milano, divenuto col tempo il dolce natalizio per eccellenza. Si ipotizza che la sua origine sia da attribuirsi ad un errore nella miscela degli impasti di pane e torta; altri pensano che sia nato dal recupero frettoloso di una torta bruciacchiata.

Qualunque sia la sua origine è certo che la sua creazione ha ispirato cuochi e pasticcieri che ne hanno studiato diverse varianti. Nonostante le numerose rivisitazioni il panettone, con la sua pasta soffice e unica rimane il punto fisso di una tradizione natalizia italiana insostituibile ed inimitabile.

 

La polenta 

Nel Cinquecento, giunse in Italia dalle nuove Americhe un particolare grano dorato, ribattezzato dal popolo veneziano “grano turco”, cioè straniero. Lo sfarinato di questo nuovo cereale, grazie alle sue caratteristiche e ricchezza nutritiva, divenne una fonte alimentare di primaria importanza in tutto il Veneto ma anche nelle province di Bergamo e Brescia che da sempre lo impiegano in misura maggiore sottoforma di polenta. Un piatto ricco e corposo che proprio a Bergamo conosce la sua più famosa variante “polenta e osei”, ricetta che prevede l’aggiunta di uccelletti cotti allo spiedo tra foglie di salvia.

 

I pizzoccheri della Valtellina 

I Pizzoccheri sono una tipologia di pasta a base di farina grano saraceno, nata nel piccolo borgo di  Teglio, nel cuore della Valtellina.

Già nel corso del Cinquecento abbiamo testimonianza dell’utilizzo di un tipo di pasta simile ai pizzoccheri in tutto il territorio dei grigioni, conosciuti allora come “perzockel”. 

Solo a partire dall’Ottocento, si inizia a portare sulle tavole delle famiglie Italiane un particolare tipo di  tagliatelle grossolane fatte di farina di grano saraceno con un’aggiunta di farina bianca e cotte in acqua salata; alla pasta scolata si aggiungevano poi patate, verze o coste o fagiolini a pezzetti  ed infine venivano cosparsi con strati di due tipi di formaggio a scaglie, uno più magro e uno più grasso.

Iniziano così a farsi strada tra le ricette più apprezzate i pizzoccheri. Questo piatto semplice e “povero”, ma dal sapore assolutamente unico e particolare, ha acquistato nel tempo sempre più popolarità, diventando ad oggi un vero piatto simbolo inimitabile della cucina valtellinese.

 

 

pizzoccheri prodotti tipici valtellina

 

 

Olio e coltivazioni

La regione vanta anche una discreta produzione di olio, grazie al clima particolarmente mite ed adatto alla crescita di ulivi in prossimità del lago di Garda e di Como.
Tra le varie produzioni ricordiamo l’Olio extravergine di Oliva Garda DOP, ottenuto da olive Casaliva, frantoio e Leccino; presenta un colore giallo tendente al verde e un odore fruttato medio che ne determina un sapore altrettanto fruttato con una delicata sensazione di amaro e piccante.

L’Olio extravergine di Oliva Laghi Lombardi DOP è commercializzato nelle denominazioni Sebino e Lario.

Il primo è ottenuto dalla spremitura di olive Leccino Frantoio, Casaliva, Pendolino e Sbresa, ha colore verde-giallo, odore e sapore fruttati con sentori di piccante.
Il secondo nasce da olive Frantoio Casaliva e Leccino anch’esso di colore verde-giallo e dal gusto fruttato con lieve presenza di note amarognole.

 

Viticoltura del territorio lombardo 

La Lombardia è una regione viticola che vanta due zone spumantistiche di prim’ordine: la Franciacorta (zona collinare che si estende a sud del lago di Iseo) e l’Oltrepò Pavese.
Tra i vini rossi ricordiamo il Moscato di Scanzo, prodotto nel bergamasco dalle note dolci e profumate. Si presenta di colore rosso rubino più o meno intenso, ha un profumo delicato, intenso e persistente e al gusto il sapore è gradevole ed armonico, dotato di leggero fondo di mandorla.

Dai vitigni del nebbiolo in Valtellina si ottiene uno dei vini rossi più strutturati, lo Sforzato, ottenuto da uve particolarmente ricche e capaci di garantire una buona alcolicità naturale.

Meritano un cenno i vini esuberanti come il Lambrusco Mantovano, il san Colombano Frizzante, il Rosso d’Oltrepò e sempre in questa zona il Barbera e il Bonarda.

Tra i bianchi in Franciacorta viene prodotto l’elegante Terre di Franciacorta Bianco, di colore giallo paglierino con riflessi verdini. L’odore delicato ricorda frutti esotici e agrumati. Il sapore pieno e morbido si armonizza in bocca lasciando cogliere note speziate e vanigliate.

Il Franciacorta DOCG viene vinificato nell’omonima regione; da esso si produce con almeno l85% delle uve provenienti dalla stessa vendemmia, il Millesimato Spumante, di colore brillante, paglierino chiaro e dal perlage finissimo, persistente e spuma ricca. Il sapore è secco con sentori di frutta e a volte accompagnato da una gradevole nota amarognola. 

A questi devono essere aggiunti bianchi eleganti come il Lugana ed il Riesling Renano d’Oltrepò.

 

La Lombardia è una delle regioni più ricche e diversificate per specialità alimentari e tradizioni culinarie e non basterebbe un articolo per descriverle e raccontarle tutte.

Noi di casa Sapori vi abbiamo condotto attraverso un breve viaggio che speriamo possa stuzzicare la vostra fantasia ed il vostro palato per andare ad approfondire quante più ricette possibili, iniziando dai prodotti di eccellenza che il nostro team ha piacere di proporvi. 

Elenco Prodotti tipici Lombardi DOP

  • Bitto DOP
  • Formaggella del Luinese DOP
  • Formai de Mut dell’alta Valle Brembana DOP
  • Gorgonzola DOP
  • Grana Padano DOP
  • Nostrano Valtrompia DOP
  • Parmigiano Reggiano DOP
  • Provolone Valpadana DOP
  • Quartirolo Lombardo DOP
  • Salva Cremasco DOP
  • Silter DOP
  • Strachitunt DOP
  • Taleggio DOP
  • Olio extravergine d’oliva Garda DOP
  • Olio extravergine di oliva Laghi Lombardi DOP
  • Salame Brianza DOP
  • Salamini italiani alla cacciatora DOP
  • Miele Varesino DOP
  • Salame Varzi DOP

 

Elenco Prodotti tipici lombardi IGP 

  • Asparago di Cantello IGP
  • Mela di Valtellina IGP
  • Melone Mantovano IGP
  • Pera Mantovana IGP
  • Bresaola della Valtellina IGP
  • Salame Cremona IGP
  • Salame d’oca di Mortara IGP
  • Pizzoccheri della Valtellina IGP

Elenco vini lombardi DOC, DOCG e IGT

Vini lombardi Doc

  • Bonarda Dell’oltrepo’ Pavese Doc
  • Botticino Doc
  • Buttafuoco Dell’oltrepo’ Pavese Doc
  • Capriano Del Colle Doc
  • Casteggio Doc
  • Cellatica Doc
  • Curtefranca Doc
  • Garda Doc
  • Garda Colli Mantovani Doc
  • Lambrusco Mantovano Doc
  • Lugana Doc
  • Oltrepo’ Pavese Doc
  • Oltrepo’ Pavese Pinot Grigio Doc
  • Pinot Nero Dell’oltrepo’ Pavese Doc
  • Riviera Del Garda Classico Doc
  • San Colombano Al Lambro (O San Colombano) Doc
  • San Martino Della Battaglia Doc
  • Sangue Di Giuda Dell’oltrepo’ Pavese (O Sangue Di Giuda) Doc
  • Terre Del Colleoni (O Colleoni) Doc
  • Valcalepio Doc
  • Valtellina Rosso (O Rosso Di Valtellina) Doc

Vini lombardi Docg

  • Franciacorta Docg
  • Moscato Di Scanzo Docg
  • Oltrepo’ Pavese Metodo Classico Docg
  • Sforzato Di Valtellina Docg
  • Valtellina Superiore Docg

Vini lombardi IGT

  • Alto Mincio IGT
  • Benaco Bresciano IGT
  • Bergamasca IGT
  • Collina del Milanese IGT
  • Montenetto di Brescia IGT
  • Provincia di Mantova IGT
  • PROVINCIA DI PAVIA IGT
  • Quistello IGT
  • Ronchi di Brescia IGT
  • Ronchi Varesini IGT
  • Sabbioneta IGT
  • Sebino IGT
  • Alpi retiche IGT
  • Terre Lariane IGT
  • Valcamonica IGT
Torna su

Ti Offriamo Solo Eccellenze Italiane