Origini e proprietà della liquirizia di Calabria DOP.

Liquirizia di Calabria DOP: origini e proprietà

Glycyrrhiza glabra, nome botanico della pianta chiamata più comunemente liquirizia, significa letteralmente “radice dolce” ed è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Fabacee.

Liquirizia di Calabria DOP: le origini

Cresce principalmente nell’Europa meridionale. È costituita da una grossa radice capace di crescere solo in presenza di caratteristiche idonee del terreno, che deve essere calcareo o argilloso e del clima, preferibilmente umido e temperato.

Con il suo gusto dolceamaro e di carattere, l’utilizzo della liquirizia era noto già ai tempi dei greci e prima ancora dagli antichi egizi. Alcuni studi sui ritrovamenti archeologici, infatti, testimonierebbero la presenza di resti di pezzi di liquirizia nella tomba di Tutankhamon.

Molto diffusa anche nella medicina cinese, le sue proprietà vengono descritte in alcune opere di medicina risalenti al periodo del II secolo a.C. e addirittura nel III secolo a.C. Ippocrate ne esaltava le sue qualità indicando tale pianta con il nome “glykys” termine da cui deriva l’attuale denominazione con la quale è conosciuta: liquirizia.

Ad oggi la liquirizia di Calabria rappresenta l’80% della produzione totale italiana ed è esportata in ed apprezzata in tutto il mondo.

La storia della liquirizia calabrese (o liquerizia) inizia già dai primi anni 1000; fu introdotta in Calabria dai Monaci Benedettini per motivi terapeutici. Solo verso il 1700 nasce il primo concio calabrese per la lavorazione e la vendita della liquirizia ad uso alimentare il cui commercio si dimostrerà molto fiorente e remunerativo.

Nella zona della piana di Sibari, il clima ed il particolare terreno caratteristico hanno permesso una fiorente produzione di questa radice dal gusto inimitabile e particolare, tanto da renderlo un prodotto di successo esportato in tutto il mondo.

All’inizio del ‘900, inizia a comparire la denominazione “Liquirizia di Calabria”, per differenziare quella prodotta in Calabria da altri tipi di produzione, provenienti da differenti regioni o nazioni. Il caratteristico sapore dolceamaro delle sue radici è frutto di un mix di condizioni climatiche e biologiche del terreno in cui cresce spontaneamente ed è ciò che rende la liquirizia di Calabria inimitabile. La sua unicità le ha permesso di conquistare anche la denominazione DOP.

 

Liquirizia di Calabria DOP: produzione

La produzione di liquirizia in Calabria si divide in tre differenti tipologie in base all’utilizzo.

Le radici lunghe e forti della pianta, che in Calabria prende il nome di “Cordora”, possono essere utilizzate secche, fresche, oppure ricavandone l’estratto.

Le radici utilizzate sono quelle di piante che hanno almeno 4 anni di età circa, momento in cui le sostanze che ne conferiscono il sapore tipico sono maggiormente concentrate. A questo punto una volta estratte, pulite e lavate, vengono lasciate essiccare in luoghi aperti e ventilati oppure in forno a temperatura non superiore ai 40°C.

Al termine i “bastoncini” di liquirizia vengono conservati in appositi locali asciutti. Già a questo stadio possono essere consumati al naturale masticandoli e succhiandone il succo aromatico ed inteso delle radici. Tuttavia la maggior parte viene utilizzata per l’estrazione del succo.

Una volta sfibrati vengono fatti bollire fino a ricavarne appunto un succo che verrà poi lasciato asciugare e dal quale si ottiene un prodotto denso e profumatissimo: è l’estratto puro di liquirizia. A seconda delle esigenze questo estratto verrà lavorato e modellato in forme e grandezze differenti.

 

Liquirizia calabrese DOP: il Museo Amarelli

La sede più antica e longeva di produzione e lavorazione della liquirizia è la “Amarelli”, nata nel 1731, in Calabria, a Rossano Calabro ed è una tra le più antiche fabbriche al mondo nella lavorazione della liquirizia e ad oggi ancora attiva.

A testimonianza della celebrità della liquirizia di Calabria DOP in tutto il mondo, nel 2001 è stato fondato proprio a Rossano (Cosenza) il museo Giorgio Amarelli, unico nel suo genere. Nel museo sono raccolti numerosi pezzi d’epoca quali macchinari, attrezzature e documenti antichi che testimoniano la storia di un prodotto vantante una tradizione lunghissima e dolcissima.

 

Radici di liquirizia calabrese.

 

I valori nutrizionali della liquirizia di Calabria DOP

Alcuni studi chimico-fisici compiuti dall’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria hanno dimostrato che la liquirizia di Calabria DOP sia unica per le sue caratteristiche molecolari. È infatti povera glicirrizina (solo il 3%). Si tratta di un principio attivo dell’estratto di liquirizia responsabile dell’aumento della pressione negli ipertesi.

100 g di liquirizia contengono 375 kcal, e:

  • Proteine 0 g.

  • Carboidrati 93,55 g.

  • Zuccheri 70 g.

  • Grassi 0,05 g.

  • Fibra 0,2 g.

  • Sodio 50 mg.

  • Potassio 37 mg.

 

La liquirizia ha una preponderanza di carboidrati semplici (D-glucosio e saccarosio) ed una modesta quantità di grassi e proteine. Interessante è l’elevato contenuto di componenti dalla notevole attività biologica, tra cui cumarine, saponine, steroli e flavonoidi.

 

Usi e proprietà della liquirizia di Calabria DOP

Il suo sapore deciso e particolare, e le sue proprietà benefiche rendono la liquirizia un prodotto molto apprezzato e richiesto. Tuttavia rimane sconsigliato assumerla in gravidanza, con altri farmaci oppure se si soffre di pressione alta.

Grazie alla presenza di flavonoidi, che aiutano ad inibire infiammazioni delle vie aeree, la liquirizia è ottima per lenire disturbi quali tosse, raffreddore o disturbi intestinali.

L’utilizzo della liquirizia, inoltre si è rilevato molto utile nell’alleviare sintomi della dispepsia funzionale (pienezza addominale, dolore epigastrico, gonfiore, bruciore di stomaco…) e ulcere.

Per le sua capacità di regolare il livello di zucchero nel sangue, inoltre, la liquirizia è un ottimo rimedio contro stress e ansia.

Ancora oggi l’assunzione di liquirizia è utilizzata per placare la sete date le sue proprietà dissetanti, ed è un toccasana anche per i denti, dal momento che ha caratteristiche anticarie e anti-alitosi; non a caso spesso è un ingrediente utilizzato soprattutto nelle paste dentifricie.

Anche in campo cosmetico la liquirizia si prende la scena per le sue proprietà lenitive, schiarenti e antiossidanti; viene utilizzata in polvere ed è ottima per pelli mature, con eczema o psoriasi e sensibili, oltre ad essere un potente antietà naturale grazie alle innumerevoli sostanze antiossidanti e alla presenza di flavonoidi.

 

Pura, in foglie, in polvere o in sciroppo, i modi per gustare la liquirizia sono tanti quanti i suoi impieghi in campo alimentare e terapeutico.

Oltre ai classici liquori, caramelle, sciroppi, gelati e tisane, la liquirizia viene impiegata anche per aromatizzare birre artigianali con un notevole successo.

Permette inoltre di valorizzare piatti dolci (come biscotti, e torte), ma anche piatti salati, per esempio quelli a base di pesce, oppure pasta, insalate, risotti ai quali conferisce carattere e un tocco di innovazione sorprendente.

 

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