Pizza napoletana storia

I Prodotti Tipici della Campania

Spesso capita che un particolare cibo, il suo profumo ed il suo sapore riescano ad evocare luoghi ed atmosfere particolari. Così ancora oggi quando pensiamo alla Pizza, alla pasta asciutta con la “pummarola” o al babà al rum, la nostra mente corre a Napoli, al sole, al mare e ad una cucina ormai simbolo di una gastronomia tutta “Made in Italy”. Ma oltre alla tradizione napoletana tutta la terra Campana ci offre una grande varietà di ricette tipiche che vantano una lunga tradizione culinaria e in questa nuova tappa del nostro viaggio gastronomico nel nostro paese ci tuffiamo nella sorprendente cucina Campana, pronta a mostrarci i suoi mille colori e deliziarci con i suoi inconfondibili sapori.

Storia e geografia di una delle regioni più affascinanti d’Italia: la Campania

La Campania fu teatro di molte conquiste e dominazioni; dal 15 secolo a.C. iniziò a costituirsi e crearsi una vera e proprio identità e cultura campana, iniziata con le prime conquiste da parte di Osci, Sanniti e Lucani che interessarono soprattutto l’area appenninica interna. Nell’ottavo secolo a.C., i greci occuparono il territorio campano, intorno alle città di Ischia, Napoli e Paestum, quest’ultima nota tutt’ora per la sua profonda e ricca cultura archeologica. Intorno all’area di Capua, invece, si insediarono le popolazioni etrusche.

L’incontro con il territorio campano e le diverse dominazioni da parte di popoli diversi continuò per molto tempo favorito anche dalla posizione strategica della Campania che univa l’Italia centrale con quella meridionale. Il suo terreno fertile inoltre la rendeva un luogo perfetto per lo sviluppo di società antiche. Proprio per queste sue peculiarità, la Campania divenne presto obbiettivo di conquista romana. Così, Nel 90 a.C. dopo un lungo periodo di contrasti tra romani e sanniti, la popolazione campana si trovò tutta riunita sotto un’unica cittadinanza, quella romana. A testimonianza della presenza dei romani sul suolo campano, sopravvivono ad oggi moltissime testimonianze scritte e archeologiche. Tra le più celebri città fondate dai romani ricordiamo ovviamente Pompei ed Ercolano, distrutte in seguito dalla potente eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Al periodo di splendore e sviluppo economico e culturale del territorio, seguì un periodo di decadenza e confusione dovuto soprattutto alla situazione politica dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente. La Campania subì la conquista da parte dei Bizantini, seguirono poi invasioni di Longobardi e Normanni.

Mentre il paese riversava in situazioni di instabilità politica ed economica, le città di Napoli, Amalfi e Salerno conobbero invece un nuovo periodo di rinascita e sviluppo, grazie alla dominazione angioina e aragonese che fecero addirittura di Napoli Capitale del regno delle due Sicilie

Ad oggi queste città sono ancora le più sviluppate e popolose e trascinano con consapevolezza e forza l’intera Campania verso un nuovo periodo di rinascita sociale ed economica, in contrapposizione al degrado e alla decadenza al quale andò in contro l’intera regione nei periodi passati per riportare finalmente tutto il territorio partenopeo all’antico sfarzo e sviluppo culturale che si merita.

Affacciato per un lato sul mar Tirreno, il territorio campano presenta un’alternanza di pianure circondate da rilievi dell’anti appennino, culminando nell’entroterra con la dorsale appenninica che occupa un terzo dell’intera regione. Di particolare rilevanza è anche la composizione geologica della regione caratterizzata da un’attività vulcanica importante. Nel territorio campano sono infatti presenti sei centri vulcanici: oltre al Vesuvio, vi sono Roccamonfina, Campi Flegrei, Ischia-Monte Epomeo, Procida-Vivara e numerosi vulcani marini situati sul fondale del Golfo di Napoli.

Circondata su tre lati dai confini regionali di Lazio e Molise a nord-est, Puglia e Basilicata a sud-est, la regione si protrae verso la costa come a tuffarsi nelle fresche acque del mar Tirreno il quale la accoglie insinuandosi tra le sue terre brulle a formare quattro importanti golfi: golfo di Gaeta, golfo di Napoli, golfo di Policastro e golfo di Salerno.

 

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Riemergendo dal mare e partendo da Nord in un ipotetico viaggio alla scoperta dei territori campani, ci imbattiamo subito nell’arcipelago campano comprendente tre isole famose: Ischia, Capri e Procida. Le isole volgono il loro sguardo verso la costa ad ammirare il maestoso territorio vulcanico del Vesuvio: uno dei più grandi e maestosi vulcani d’Italia ai cui piedi si ergono i resti delle famose città di Pompei ed Ercolano. All’ombra del Vesuvio, Napoli, capoluogo indiscusso della Campania, è la citta principe della regione. Proseguendo lungo la costa verso Sud incontriamo Salerno, sul cui golfo si specchia la bellissima città di Paestum, con i suoi mastodontici templi, che paiono non curarsi del tempo.

La zona sottostante Salerno è il Cilento, nome che origina dal latino “cis Alentum”, ovvero “al di qua dell’Alento”, fiume che una volta ne segnava il confine. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, grazie alla sua ricchezza paesaggistica ed archeologica. Difatti è proprio la polivalenza territoriale, che spazia dalla costa immacolata e protetta di punta Licosa e Palinuro, fino ad arrivare agli ambienti impervi e poco abitati della zona montuosa, ad impreziosire quest’area, la cui popolarità sta crescendo esponenzialmente con gli anni.

Il Cilento è considerato ad oggi la patria della Dieta Mediterranea, sviluppatasi grazie anche al suo immenso patrimonio di biodiversità che la rende a tutti gli effetti capitale gastronomica del paese. Aggiungendo inoltre il fatto che si tratta di una delle zone con più ultracentenari sulla faccia della Terra, non stupisce che il Cilento sia una delle zone più studiate al mondo. Tornando su per gli appennini, ci addentriamo nel cuore del territorio campano dove il paesaggio montuoso la fa sempre più da padrona con le aree dell’Irpinia e del Sannio che circondano le città di Avellino, Benevento e infine Caserta, quest’ultima sede di una tra le più belle e rinomate regge d’Europa.

 

Prodotti Tipici Campani: partiamo da Napoli

Dopo il suo glorioso passato di capitale del Regno delle due Sicilie, Napoli è tuttora il cuore pulsante economico e culturale della Campania in cui prende vita anche la più varia e antica tradizione gastronomica italiana. Nel corso dei secoli sono sempre stati i piatti più semplici di una tradizione antica e genuina, a rappresentare al meglio la gastronomia più rilevante della cucina partenopea, diventata portavoce della ricca cultura culinaria campana. Ad oggi sono i piatti più riconosciuti ed apprezzati, come Pizza, Maccheroni e dolci napoletani che più di tutti fanno breccia nel cuore e nello stomaco di italiani e stranieri.

La Pizza Napoletana: storia e tradizione

La pizza, piatto simbolo non solo di Napoli e della Campania ma anche di tutta la cultura italiana, è l’alimento, per eccellenza. Amato da tutti e apprezzato per la sua complessa semplicità. Il primo incontro tra la pasta lievitata ed il pomodoro è da datarsi intorno al cinquecento, quando il pomodoro venne importato dalle Americhe nel territorio campano. Ma bisognerà aspettare il 1889 per veder fare il suo esordio sulla pizza, la mozzarella, altro ingrediente imprescindibile. Si pensa che questo latticino venne aggiunto dal pizzaiolo Raffaele Esposito per omaggiare la regina Margherita in viaggio a Napoli. Il pizzaiolo creò per l’occasione un piatto che racchiudesse in sè il tricolore italiano e l’orgoglio del paese: il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella ed il verde del basilico trasformarono un piatto semplice ed essenziale in un regale capolavoro, che venne ribattezzato proprio con il nome della regina…il resto è storia.

I Maccheroni: la pasta per eccellenza

I maccheroni si diffusero a partire dal 1800, anche se si pensa fossero presenti già all’inizio del primo millennio. L’origine di questo particolare tipo di pasta resta comunque incerta come lo è l’etimologia legata al suo nome. Si pensa infatti che sia di derivazione greca e significhi “pasta col formaggio” oppure derivante da maccarum, maccare, ovvero “vivanda di fave”. Addirittura si pensa che la prima città italiana a preparare il maccherone sia stata Genova. Tuttavia in Campania i maccheroni conobbero la diffusione più ampia, grazie anche all’incontro con la “pommarola”, il pomodoro, che ne face il piatto regionale più rappresentativo e l’alimento base della popolazione.

Dolci Tipici Campani: i “Magnifici 3”

La Pastiera

Un’altra preparazione molto antica di cui è difficile ricostruire le origini è la pastiera, un prelibato dolce della tradizione napoletana pasquale a base di grano, ricotta e canditi. il dolce ha probabilmente origini pagane e veniva preparato per festeggiare l’arrivo della primavera. Il suo gusto particolare ed il suo profumo inteso e agrumato la rendono una prelibatezza apprezzatissima in tutta Italia.

La Sfogliatella

È proibito lasciare Napoli senza aver assaggiato la sfogliatella. Riccia o frolla questo dolce è l’emblema della pasticceria napoletana e apprezzato tanto dagli italiani quanto da i turisti stranieri. Tra tradizione e modernità, a circa 400 anni dalla sua creazione, la sfogliatella ad oggi è ancora sul podio dei dolci tradizionali più richiesti e amati

 

 

Sfogliatella online

 

 

Babà al Rum

Seppur sia nato in Francia, il Babà al Rum è senza ombra di dubbio naturalizzato italiano e nello specifico, napoletano. Oggi è uno dei simboli della città partenopea e nel 1836 il babà divenne a tutti gli effetti piatto napoletano presente anche nel primo manuale di cucina italiana di Agnoletti. Alla fine del secolo, il dolce era già entrato nella quotidianità della vita dei napoletani diventando il dolce da passeggio della Napoli bene. Delizioso ed apprezzatissimo è diventato una metafora della dolcezza di una persona; celebre infatti è l’espressione “si nu babbà”, una persona buonissima.

Il vero caffè Napoletano

“Ma che bel o’ caffè, solo a Napoli o’ sanno fa’”

Da queste parole è evidente come nella tradizione napoletana, niente è scontato, copiato o standardizzato; nemmeno il caffè. Sebbene l’Italia sia la patria principe del buon caffè, Napoli ne è la regina indiscussa. Non a caso infatti si distingue sempre tra caffè italiano e caffè napoletano. Il primo, tostato, realizzato, e servito in ogni città italiana, tranne che a Napoli, è sicuramente un caffè apprezzatissimo, ma completamente diverso dal caffè di Napoli. Nella città partenopea infatti il procedimento che porta al caffè perfetto inizia dalla tostatura, che viene effettuata a temperature più alte e per più tempo; differente è anche la preparazione che parte da una miscela robusta, meno dolce e con più carica di caffeina che crea quella inimitabile “cremina”, sinonimo di perfezione. La qualità dell’acqua è l’elemento essenziale per la riuscita di un buon caffè ed è anche il principale responsabile del sapore inconfondibile del caffè partenopeo: a Napoli l’acqua proviene dalle sorgenti limpide del Serino nei monti Irpini, un’acqua ancora oggi tra le migliori per caratteristiche organolettiche e purezza. Infine, ultimo ma non per importanza, il modo in cui è servito, a Napoli, è una vera e propria arte: prima di assaporare il caffè napoletano bisogna bere un abbondante sorso d’acqua per pulire il palato e prepararsi per gustare la bevanda senza retrogusti in bocca. Va poi servito rigorosamente in una tazzina di porcellana spessa e bollente, così da riportare l’attenzione sul momento preciso della degustazione.

Anche la storia e la tradizione dietro al caffè napoletano è unica ed inimitabile. Si pensa che il caffè napoletano sia stato introdotto, dapprima a Napoli e poi nell’intero regno della due Sicilie dalla moglie di Ferdinando Borbone, Carolina D’Asburgo e col tempo è diventato un’eccellenza nell’eccellenza. Non resta che provarlo e restarne estasiati.

Esplorando i Prodotti Tipici Campani tra DOP, DOC e IGP

Spesso si associa la cucina campana alla tradizione gastronomica napoletana, dimenticandosi dell’immensa varietà di portate, tra minestre, ortaggi e dolciumi che l’intera regione ha da offrirci. Fin dai più antichi ricettari gastronomici infatti, la cucina campana, pur coincidendo in gran parte con quella della tradizione napoletana, presenta moltissimi piatti tipici risalenti a territori e culture differenti. Ad esempio, la tradizione Ischitana, gustosa e raffinata, è una delle più famose e propone un ricettario pieno di piatti a base di pesce ma anche carne, tra cui il coniglio.

La ricca e varia gastronomia della Campania è basata su una cucina bivalente: da un lato la cucina affonda le sue radici in una tradizione popolare povera che utilizza principalmente ortaggi e cereali (principalmente sotto forma di sfarinati) e, lungo la costa, il pesce. Dall’altro è riconoscibile una gastronomia sfarzosa e ricca, sicuramente di provenienza angioina e aragonese dove ricette elaborate e monumentali erano abitudini di corte imprescindibili.

Oggi il quadro gastronomico della regione inizia a mostrare una ricercata vitalità grazie anche alla diffusione di numerosi prodotti e specialità tipiche insignite della prestigiosa DOP.

 

Frutta e Ortaggi     

Dal punto di vista ortofrutticolo la regione Campania produce un enorme quantità di frutta e verdura particolari e caratteristici, come ad esempio il Carciofo di Paestum, una varietà locale che si distingue dal carciofo romanesco per le sue dimensioni superiori rispetto alle altre varietà e dal gusto delicato e gradevolmente amarognolo con una polpa tenera e succosa.

Il cipollotto nocerino è insieme al San Marzano, l’ortaggio emblema del territorio dell’agro Sarnese-Nocerino ed in assoluto il vegetale più coltivato. Il cipollotto è un bulbo a maturazione incompleta che si presenta al gusto più dolce e amabile rispetto alla cipolla, per questo molto apprezzato ed utilizzato in cucina: a crudo in insalata, oppure per la preparazione di salse, frittate, zuppe, sformati e soufflé o ancora come ottimo insaporitore di primi e secondi piatti.

 

 

San Marzano prodotti tipici campani

 

 

La presenza di alberi di noce è una caratteristica secolare dei territori collinari-montuosi campani. Nell’area di Sorrento soprattutto è una delle coltivazioni che davano principale sostentamento ai contadini anche nei mesi invernali. La noce di Sorrento è un prodotto caratteristico dato dalla scarsa oleosità del frutto e dal sapore deciso e leggermente amarognolo. ottima al naturale anche per la ricchezza di omega 3, i gherigli di questo frutto trovano largo impiego anche in numerose ricette, tra cui sughi, salse e soprattutto dolci.

I Limoni Campani

Sulla costa si segnalano le migliori produzioni di limoni del mondo, di cui è il re il celebre Limone Costa d’Amalfi, rinomato per la sua polpa succosa e profumata. Si contraddistingue per un’altissima concentrazione di vitamina C e la sua quasi assenza di semi lo rende un prodotto molto apprezzato con il suo profumo citrino, intenso ed il sapore acidulo e delicatamente dolce.

Se la vita ti dà limoni..meglio che siano Campani

Anche i Limoni di Sorrento sono altrettanto prelibati e gustosi ed i suoi limoneti sono diffusi in tutta la penisola sorrentina. Come per il limone Costa Amalfi anche questa varietà viene coltivato su terrazze lungo i pendii del litorale della costa amalfitana. I limoneti crescono sotto alle “pagliarelle”: stuoie di paglia che proteggono i frutti dal caldo e le intemperie. Con il suo profumo persistente e agrumato e la sua polpa succosissima è uno dei limoni più apprezzato ed utilizzato.

Il pomodoro Campano: sua Maestà

Non si può parlare di prodotti campani senza citare il pomodoro. Qui tra le brulle terre campane questo frutto ha trovato il più alto grado di espressione ed apprezzamento. Il pomodoro San Marzano DOP viene coltivato nelle province di Napoli, Salerno e Avellino, ha una polpa dolce e sugosa ed è contraddistinto da un bel colore rosso acceso. Grazie alla peculiarità della sua buccia facilmente eliminabile, il san Marzano è conosciuto come il re dei Pelati ed in quanto tale si presta molto alla commercializzazione. Si tratta un prodotto base della cucina meridionale, utilizzato per mille ricette diverse tra cui salse al pomodoro, ragù, umidi rossi e come base delle pizze più gustose.

I formaggi tipici della Campania

Il settore caseario in Campania annovera uno dei prodotti principe della tradizione culinaria italiana: stiamo parlando ovviamente della mozzarella di bufala campana DOP, un formaggio a pasta filata ottenuto esclusivamente da latte di Bufala. Ha un sapore fresco e delicato con una consistenza piacevolmente spugnosa tipica di questo prodotto.

Accanto alla mozzarella, con la quale non deve assolutamente essere confuso o associato, troviamo un altro DOP molto famoso: il fior di latte dell’Appenino Meridionale. Si tratta di un formaggio a pasta filata, tradizionalmente utilizzato sulla pizza, ottenuto dalla fermentazione di latte vaccino. Si presente generalmente di forma rotonda ma viene spesso commercializzato sottoforma di treccia o nodino. Sotto la crosticina sottilissima, presenta una consistenza tenera e la pasta ha un profumo delicato e fresco, ed un gusto gradevolmente acidulo. Al taglio si presenta elastico e composto da strati sottili. Il sistema di produzione è sostanzialmente simile a quello della mozzarella, con una peculiarità nell’utilizzo del latte, il quale può derivare da una o più mungiture che però non devono superare le 16 ore di distanza l’una dall’altra.

Un’altra produzione tipica ma poco conosciuta è il provolone del Monaco, una rarità che merita certamente un assaggio per la sua pasta intensamente aromatica e che in bocca sprigiona un’intensa sapidità. Questo formaggio viene prodotto solo nella penisola sorrentina dove viene lasciato maturare in grotte come da tradizione; viene prodotto da latte vaccino di cui almeno il 20% da razza agerolese, razza bovina tipica di Agerola e caglio di capretto. Il nome del formaggio deriverebbe dall’usanza dei casari di indossare abiti di tela che ricordavano molto le tuniche utilizzate dai monaci.

Sempre in Campania sono prodotti anche il Caciocavallo Silano DOP, già ampiamente descritto ed esaltato nella sua terra d’origine calabrese, e la ricotta di bufala campana dal gusto pieno ma delicato, dato dalla particolarità del latte bufalino utilizzato, che rispetto a quello vaccino presenta una percentuale di lactobacilli, proteine e grassi molto più elevata e che influiscono notevolmente sul sapore del formaggio finale.

I salumi tipici della Campania

Nel territorio campano è diffuso l’utilizzo della carne di bufalo che si distingue da quella bovina per la sua percentuale di grassi inferiore e la consistenza tenera, che ne fanno un prodotto particolarmente pregiato e di qualità. I bufali vengono allevati allo stato semibrado in alcuni comuni della Campania, dove le aree boscose ricche di vegetazione florida e corsi d’acqua risultano importanti per la loro sopravvivenza. Soprattutto la componente acquosa è indispensabile per la termoregolazione di questi animali, che possiedono un numero limitato di ghiandole sudoripare. La carne di Bufalo Campana per ottenere tale denominazione deve essere ottenuta da animali nati e cresciuto negli allevamenti situati nell’aria di produzione circoscritta. La carne presenta un colore rosso intenso, un sapore pieno e gustoso ed è soprattutto una carne versatile e ridotto tasso di colesterolo e di facile digestione, che ne fanno una carne molto apprezzata e gradita.

Un tempo il salame di Napoli rappresentava un’importante merce di scambio poiché considerato cibo pregiatissimo.

Il salume veniva infatti ricavato dalla lavorazione di carni molto magre con una percentuale di grasso pari ad un quarto dell’intero impasto finale. La pasta, viene tritata finemente, insaporita con sale, pepe, peperoncino ed aglio e insaccata nel budello naturale del suino. Prima di essere stagionato il salame così preparato viene sottoposto ad una lieve stagionatura in vista dell’essiccamento di almeno 4 mesi di durata. Il gusto finale del salame è tendenzialmente dolce e aromatico, presenta un colore rosso vivo inframmezzato dalla presenza del grasso bianco, ed un profumo affumicato e speziato.

Altro salume tipico della tradizione è il Salame di Mugnano del cardinale, preparato mescolando tagli magri e pancetta di suino, macinati a grana grossa insaporiti con spezie, pepe e sale ed impastato per ottenere un composto compatto da insaccare nel budello naturale di suino chiamato “crespone”.

Olio extra vergine d’oliva in Campania

Grazie alla conformazione del territorio, la Campania è una regione particolarmente sviluppata per quanto riguarda la produzione olivicola. Gli oli campani sono dotati di una forte personalità e contemporaneamente equilibrati nel gusto, in grado di armonizzarsi piacevolmente con le pietanze per esaltare tutti i piatti. Il clima mediterraneo, la vicinanza al mare ed il territorio vulcanico sono tutti fattori che favoriscono la crescita delle piante di olivo e la Campania si colloca meritatamente al quarto posto per quantità di prodotto e al sesto per superficie con oltre 70 cultivar.

 Le varietà più rinomate sono:

  • olio EVO il Cilento DOP, di colore verde dorato e dal profumo fruttato, presenta un gusto intenso e persistente che lo rende ottimo per insaporire piatti a base di pesce, carne e verdure. L’olivicoltura nel Cilento risale alla colonizzazione greca ed è sempre stata una delle più importanti attività agricole per le popolazioni locali; le olive locali derivano da differenti cultivar tra cui Pisciottana, Rotondella, Ogliarola, Frantoio, Salella e Leccino sono le più conosciute.
  • il Colline Salernitane DOP è un altro olio pregiatissimo ottenuto dalle olive di varietà Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale. Di colore verde con riflessi giallo chiaro, presenta un profumo fruttato e vegetale che ricorda l’oliva fresca ed il sapore è intenso, delicatamente amaro e poco piccante. È un olio di grande struttura e ottimo nell’impiego in cucina per condire piatti a base di pesce e verdure, ma anche piatti saporiti, tra cui minestre e zuppe.
  • L’olio EVO Penisola Sorrentina DOP è un particolare olio robusto denso e saporito, ottenuto dalla spremitura di olive della varietà Ogliarola o Minucciola. Ha una componente acida molto bassa, un colore giallo paglierino ed un profumo fruttato con richiami di erbe aromatiche. Il sapore ricorda molto quello dell’oliva fresca ma ha una dolcezza persistente che armonizza il suo sapore amarognolo e piccante. Per il suo gusto intenso ed importante accompagna bene piatti strutturati anche solo con poche gocce.

 

Principali Vini Campani

Oltre alle produzioni orticole e olivicole, anche quella vinicola trova nei rilievi collinari e nella pianura del territorio campano, l’ambiente ideale per una rigogliosa coltivazione.

La tradizione viticola affonda le sue radici ai tempi delle dominazioni greche ed etrusche. In Campania le due popolazioni trovarono un punto di incontro nella produzione di vino, retaggio di tecniche e segreti che ancora oggi sono evidenti nelle coltivazioni odierne: i filari dritti infatti richiamano a gran voce la tradizione etrusca, che si distingue da quella greca, contraddistinta dalla tipica forma ad alberello delle filari, nonchè per la caratteristica di non potatura delle piante.

Con l’avvento dei romani la Campania divenne poi la cantina delle Urbe, dove originarono i vini più celebri e decantati anche Orazio e Cecubo, tra cui il famoso e “ardente” Falerno. Prodotto con uva dei vitigni Falanghina è un bianco molto apprezzato, dal profumo caratteristico di frutta fresca e vaniglia, sapore equilibrato e gradevole.

Tre sono le DOCG importanti attribuite ai vini campani di cui due riferite a vini bianchi, il Greco di Tufo e Fiano di Avellino, e una ad un rosso, il Taurasi.

  • Il vitigno Greco, verosimilmente di origine greca, genera appunto il vino Greco di Tufo, un bianco di buona corposità, piacevole ed intenso. Ottimo abbinato a piatti di pesce e carni delicate.
  • Il Fiano, la cui origine corrisponde al comune di Apio, nell’Avellino, è anch’esso un vitigno millenario da cui si produce il Fiano di Avellino, un vino di colore giallo paglierino, dall’odore intenso e gradevole. Il suo sapore secco ed armonico lo rendono uno dei vini più eleganti del meridione.
  • il Taurasi è l’unico vino rosso campano DOCG ed è uno dei più apprezzati con il suo profumo inteso ed il suo sapore asciutto pieno ed armonico. È un vino corposo prodotto da uve Aglianico di colore rosso intenso e tendente al granato se invecchiato.

“Addo’ magnano duje ponno magnà pure tre”

Con queste parole dialettali, concludiamo il nostro tour alla scoperta della cucina tipica di questa regione e vi invitiamo ad aggiungervi a tavola con noi per assaporare i prodotti della tradizione proposti da Casa Sapori e portare sulla vostra tavola un pezzetto di quella grande e gioviale ospitalità tipica della regione Campania.

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