I depositi cauzionali in Germania ricadono nell'ambito del sistema DPG.

I depositi cauzionali in Germania: il sistema DPG

In questo articolo affrontiamo un tema di interesse per chi vuole esportare bevande in Germania: il sistema DPG per i depositi cauzionali in questo Paese. Continua la lettura e preparati per entrare sul mercato tedesco!

Depositi cauzionali in Germania: chi è soggetto all’obbligo?

I distributori che per primi commercializzano in Germania confezioni per bevande non riciclabili (anche se la loro sede legale ricade al di fuori del territorio tedesco) sono soggetti agli obblighi sui depositi cauzionali.

Infatti la normativa tedesca individua nel produttore il responsabile per la corretta gestione degli imballaggi da vendita, anche se questa è una società estera.

 

Depositi cauzionali per bevande in Germania: cosa è e come funziona il sistema di gestione DPG?

Quando un’azienda introduce sul mercato tedesco confezioni di bevande che non possono essere riutilizzate debe assolvere l’obbligo di iscrizione alla DPG (Deutsche Pfandsystem GmbH), un ente no profit responsabile del settore e che offre consulenze speciche alle aziende di questo comparto.

Sostanzialmente, nel momento in cui il prodotto viene venduto in Germania, il primo distributore deve esigere dal primo acquirente un deposito cauzionale di minimo di 0,25 € a confezione.

Tutti questi incassi dovranno essere trasferiti su un conto bancario tedesco, dove rimarranno in giacenza fino al termine del ciclo di vita commerciale dell’imballaggio. Terminato questo percorso, tali somme saranno restituite.
Da notare che:

  • Il soggetto che per primo immette sul mercato tedesco questo tipo di confezioni è obbligato a registrarsi presso la DPG.
  • Una volta completato l’iter di iscrizione, si debe procedere alla registrazione dei suoi prodotti nel libro matricola della DPG.
  • A tal fine si deve iscrivere il codice EAN che verrò utilizzato solo per le confezioni che saranno esportate in Germania.
  • Differenti tipologie di confezioni (come ad esempio per materiale, volume o semplicemente per aspetto) dovranno avere il proprio specifico codice EAN.

 

Codici EAN e DPG: di cosa stiamo parlando?

Il sistema DPG funziona grazie all’uso di contrassegni speciali: qualsiasi confezione per bevande che non possa essere riutilizzata debe riportare alcuni simboli che en attestino la regolare commerciabilità sul territorio tedesco grazie alla partecipazione al sistema DPG.

Esistono due contrassegni:

  • Il bollo DPG che attesta il deposito cauzionale che dovrà essere pagato, avente un colore standard.
  • Il codice EAN assegnato al distributore per l’esportazione: lo si può trovare accanto al bollo del DPG, e debe rispettare alcune caratteristiche tecniche.

Nell’ambito del sistema DPG l’uso di questi contrassegni assolve ad alcune importanti funzioni, volte a:

  • Identificare le confezioni su cui devono essere pagati i depositi cauzionali.
  • Permettere di consegnare l’imballaggio presso un punto di raccolta.
  • Identificare i soggetti che aderiscono al sistema DPG.
  • Tutelare da tentativi di frode.
  • Registrare imprese e prodotti (per mezzo del codice EAN) all’interno del database del sistema DPG.

 

Il contrassegno DPG.

 

Obblighi DPG: per quali confezioni e per quali bevande?

Bevande su cui ricade l’obbligo:

  • Birra in tutte le sue forme, comprese le analcoliche e quelle con aggiunta di altre bevande (alcoliche o meno), aromi o sciroppi.
    Birra in tutte le sue forme (naturali o gassate, sorgive, curative, aromatizzate).

 

  • Bevande analcoliche naturali o gassate: succhi di frutta e bevande contenenti latte (se la percentuale di latte è inferiore al 50%), bevande energetiche, tè freddo, bevande fredde a base di caffè, bitter, sport drink, bevande dietetiche (ad eccezione di quelle per neonati).


Le bevande contenenti mix alcolici sono sottoposte all’abbligo nel momento in cui:

  • Vengono commercializzate in confezioni non riutilizzabili.
  • Contengono un grado alcolico inferiore al 15% e hanno meno del 50% di vino o sostanze da esso derivate.
  • I contenitori devono avere un volume tra 0,1l minimo e 3l massimo ed essere realizzati in vetro o plastica.

 

Non ricadono nell’ambito del sistema DPG le seguenti tipologie di confezioni:

  • Confezioni riutilizzabili.
  • Sacchetti in polietilene.
  • Sacchetti con capacità di appoggio in posizione verticale.
  • Confezioni che superano i volumi sopra indicati.
  • Contenitori in Tetrapak (per es. per il latte).

Inoltre, con la nuova Legge sugli imballaggi VerpackG entrata in vigore il 01.01.2019, rientrano ora nell’ambito di applicazione del sistema DPG anche bevande a base di nettari di frutta e di verdure ccontenenti anidride carbonica.

Infine, si debe tenere presente che, oltre all’obbligo di essere registrati al sistema DPG, è anche richiesto regolarizzare la propria posizione presso l’Organo centrale di Controllo Zentrale Stelle e presso un sistema duale in modo che sia garantito lo smaltimento degli imballaggi secondari o sovra-imballaggi, (cluster o film plastico che unisce più unita di vendita, es. multipack) che fino al 2018 non erano contemplati dalla precedente normativa in vigore.

 

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