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Etichetta trasparente per i salumi Made-in-Italy

Scatta l’obbligo di trasparenza anche per i salumi

L’Unione europea ha dato il via libera al decreto che prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le seguenti informazioni:

  • “Paese di nascita”: (nome del paese di nascita degli animali);
  • “Paese di allevamento”: (nome del paese di allevamento degli animali);
  • “Paese di macellazione”: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).

Il decreto aiuterà a smascherare la carne straniera spacciata per italiana.

Sì perché solo salami, prosciutti, mortadella e culatello fatti con carne proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia avrà la dicitura “100% italiano”.

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.

Dall’Unione Europea: importanti passi avanti

Una novità importante per sostenere i 5mila allevamenti di maiali e salvare il settore della norcineria nazionale che vale 20 miliardi.

Ogni anno arrivano nel nostro Paese 56 milioni di cosce dai grandi mattatoi della Germania e del Nord Europa che vengono poi trasformati in prosciutti venduti come “Made in Italy”. Ad esempio dalla struttura di Rheda-Wiedenbrück, nel distretto di Guetersloh, nel NordReno Westfalia, balzata all’attenzione delle cronache perché più di 1.550 lavoratori sono risultati positivi ai test per il Covid-19.

Secondo Coldiretti in commercio tre prosciutti su quattro sono ottenuti da carni non italiane senza che la vera provenienza venga specificata sull’etichetta.

La trasparenza aiuterà gli artigiani italiani soprattutto in questo periodo di difficoltà. Coloro che allevano e trattano carni 100% italiane saranno maggiormente tutelati e premiati nel portare sul mercato il valore aggiunto del vero Made in Italy. L’obbligo della trasparenza dell’etichetta aiuterà a combattere la concorrenza sleale.

Sfruttando questa storica apertura dell’UE all’obbligo di indicare l’origine dei prodotti, l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista e faro per tutti gli altri stati membri anche cavalcando la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito della Green New Deal.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, secondo Coldiretti, le quotazioni dei maiali nazionali si sono quasi dimezzate e scese a poco più di un euro al chilo, mettendo a rischio le imprese e, con esse, la prestigiosa norcineria Made in Italy a partire dai 12,5 milioni di prosciutti a denominazione di origine (DOP) Modena, Parma e San Daniele prodotti in Italia.

 

Le nostre abitudini a tavola devono cambiare in quarantena?

 

Cos’è stato fatto finora?

L’etichettatura dei salumi è un ulteriore mattoncino della storica battaglia per la trasparenza condotta dall’Italia per la tutela dei propri prodotti tipici.

Il 7 giugno 2005 era entrato in vigore l’obbligo di indicare il paese di mungitura per il latte fresco, il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo “Made in Italy”, mentre a partire dal 1° gennaio 2008 vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. Il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati. Il 13 febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano con cui viene prodotta la pasta e del riso. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrati e altri derivati del pomodoro era arrivato grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018. 

A livello UE il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza di frutta e ortaggi freschi. Dal primo gennaio 2004 esiste il codice di identificazione delle uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine del miele, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione d’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.

Di seguito l’elenco di prodotti che prevedono l’obbligo di indicare l’origine del prodotto in etichetta (in Italia):

  • Salumi
  • Carne di pollo e derivati                                     
  • Carne bovina
  • Frutta e verdura fresche
  • Uova    
  • Miele
  • Extravergine di oliva
  • Pesce
  • Derivati del pomodoro e sughi pronti
  • Latte/Formaggi
  • Pasta
  • Riso
  • Tartufi e Funghi spontanei

Di seguito i prodotti esenti dall’obbligo:

  • Carne di coniglio
  • Carne trasformata
  • Marmellate, succhi di frutta, ecc
  • Fagioli, lenticchie, piselli in scatola, ecc.
  • Pane
  • Insalate in busta (IV° gamma), sottoli
  • Frutta e verdura essiccata

 

Come può aiutarti Casa Sapori?

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