Come vendere prodotti agricoli online: la guida di Casa Sapori.

Come vendere prodotti agricoli online?

Far funzionare un e-commerce online di prodotti alimentari è molto diverso da aprire semplicemente un negozio online ed ha molto poco in comune con la gestione di un negozio fisico di alimentari: ovviamente si tratta di fare le scelte corrette, magari facendosi guidare da qualcuno con esperienza.

Come vendere prodotti agricoli online: consigli pratici (tanto per iniziare)

 

Abbiamo specificato proprio “far funzionare” un negozio online perché aprire un e-commerce è solo il primo passaggio. Facendo il paragone con un negozio fisico, diciamo che una volta aperto il negozio, bisogna fare in modo che entrino più persone possibili a comprare più prodotti possibili.

Non basta “essere online”. Internet offre tantissime possibilità, ma c’è tantissima concorrenza e non pensare che gli utenti siano li ad aspettare il tuo avvento! Nulla di più sbagliato. Sarà un percorso lungo e faticoso, che può darti grandi soddisfazioni, così come forti delusioni.

E’ fondamentale adottare delle scelte consapevoli e avere un metodo, anche per sapersi affidare ai professionisti giusti. Faresti mai costruire una casa ad un elettricista? Forse si, ma per avere successo nella vendita online di prodotti alimentari, occorre avere competenze, capire i propri limiti, fare le scelte corrette e coinvolgere le persone giuste.

 

Vuoi vendere prodotti agricoli online? Fissa un obiettivo

 

“In principio era l’obiettivo”. Perché stai aprendo un e-commerce online? Per esportare? Per raggiungere nuovi clienti? Per servire meglio i clienti esistenti? Per farti conoscere verso un target di clienti particolare? Il primo anno che risultati vorresti ottenere? E il secondo?

Queste sono solo alcune delle domande a cui dovresti rispondere prima di aprire uno shop online dei tuoi prodotti. Le risposte ti guideranno nelle fasi successive.

 

Chi sono i tuoi clienti online?

 

Una volta definito l’obiettivo, dovrai pensare a chi sono i clienti del tuo negozio online. Per questo è importante farsi un’idea del “target”:

  • Clienti privati (b2c) oppure operatori di settore (b2b)?
  • Clienti a km 0? Oppure almeno della Provincia? Di una certa Regione? Di tutta Italia o persino in qualche paese all’estero?
  • Solo ristoranti? O magari anche pizzerie o grossisti di prodotti tipici? La GDO?
  • Quanti anni hanno mediamente i potenziali clienti?
  • Quali interessi hanno queste persone?

Definire il tuo target può sembrare banale, ma molte avventure online partono senza avere bene in mente questo aspetto. Forse è una tema che hai dato per scontato, ma metterlo nero su bianco ti aiuterà ad impostare le attività successive.

 

Aspetti del commercio elettronico di prodotti alimentari.

 

Cosa rende unico il tuo prodotto?

 

Contemporaneamente alla definizione del target di clienti, dovresti anche capire perché questi potenziali clienti online dovrebbero acquistare il tuo prodotto, magari mettendo bene a fuoco alcuni caratteri distintivi che solo il tuo prodotto possiede.

Porti domande come queste, ti aiuterà a definire come e cosa comunicare:

  • Che cosa ha di speciale o unico il prodotto che vendo?
  • In cosa si differenzia rispetto alla concorrenza?
  • Come comunicare questa differenziazione?
  • I clienti sono disposti a pagare quel prezzo?

Sono solo spunti e le domande potrebbero essere molte di più, ma ti aiuteranno a definire una buona strategia di comunicazione per valorizzare i tuoi prodotti.

 

Come aprire un negozio online di prodotti tipici?

 

Definiti gli obiettivi e la clientela target, sei pronto ad affrontare il prossimo passaggio.

Ad oggi, per iniziare a vendere prodotti tipici online ci sono moltissime alternative, ovviamente con costi e benefici totalmente differenti. Ci sono almeno 5 modalità per vendere online:

  • Fare un sito da zero “personalizzato”.
  • Realizzare un sito partendo da programmi pre-impostati: ad esempio WordPress, Magento, Prestashop, Woocommerce.
  • Aprire uno shop pre-allestito, in cui dovrete solo “arredare” gli spazi interni ed esterni: ad esempio Shopify, 1and1, Mytho.
  • Aprire uno shop utilizzando piattaforme generiche: ad esempio Amazon, Alibaba, Google Shopping, Facebook Shop, Groupon, Etsy, Subito.
  • Aprire una vetrina online su piattaforme specializzate in prodotti tipici italiani, come Casa Sapori, lasciando che siano loro a fare il lavoro di promozione per conto vostro, senza costi aggiuntivi.

Vediamo insieme vantaggi e svantaggi. Non c’è una scelta migliore di un’altra in senso assoluto, perché dipende dal tuo obiettivo.

 

Shop vs Piattaforma

Realizzare un vostro sito è solo la prima mossa del gioco. Poi bisogna portare visitatori, trasformarli in acquirenti e poi fidelizzarli per fare in modo che ritornino. Posizionare un proprio negozio online su internet è un po’ come riuscire a far notare la propria gelateria nella periferia di Venezia, in mezzo ad altre 10.000 gelaterie, sapendo che alcune sono persino in piazza San Marco.

E’ fattibile, ma molto complicato: richiede professionalità, tempo, denaro, creatività. Aprire uno shop attraverso una piattaforma (Ad esempio Amazon, Alibaba, Casa Sapori o altre), ti permette di avere a disposizione già tutti i visitatori della piattaforma, per cui si parte da una posizione molto più avvantaggiata. Per continuare il paragone, è un po’ come aprire il tuo negozio in piazza San Marco, anziché in periferia, ricordati che ci sono comunque altre 5.000 gelaterie.

Il vantaggio delle piattaforme specializzate come Casa Sapori, è legato al fatto che portano visitatori alla tua vetrina perfettamente in target con i tuoi potenziali clienti. Ovvero, oltre a farti aprire una gelateria in piazza San Marco, riescono a far passare davanti al tuo negozio tutti coloro che stanno cercando un gelato. Ancora più semplice e vantaggioso.

 

Costi di realizzazione

Fare un sito personalizzato è sicuramente la scelta più costosa e quella che comporta più rischi. Affidarsi a piattaforme specializzate potrebbe essere la soluzione meno onerosa, soprattutto rispetto ai benefici che si possono ottenere. Infatti dovrete solamente pagare un canone mensile e generalmente delle commissioni di vendita e nulla di più.

Nel momento in cui dovete realizzare un vostro sito ci saranno altri costi da sostenere: per esempio, l’acquisto del dominio, gli indirizzi email, l’hosting, i grafici, gli sviluppatori, gli esperti di una determinata piattaforma, aprire un conto corrente che accetta pagamenti online e così via…

 

Costi di gestione

Gestire un e-commerce può comportare diversi costi anche una volta che sarai online:

Costi del personale

Avrai bisogno almeno di una persona part time che segue l’ecommerce. Non servono competenze specifiche, potrebbe essere anche già una persona che lavora nella tua azienda, però dovrà dedicare almeno mezza giornata per far funzionare l’attività online.

Questa persona dovrà infatti occuparsi della gestione degli ordini, delle spedizioni, degli imballaggi, delle fatture, della registrazione dei corrispettivi, della gestione degli incassi, dei resi, e dell’assistenza verso i clienti.

Costi di marketing

Probabilmente avrai bisogno di un esperto di marketing o di un’agenzia che ti possa supportare nella comunicazione e nel fare un piano delle attività marketing. Se ti affiderai ad una piattaforma specializzata potrebbero occuparsi loro di queste attività, specialmente se ti affidi ad una piattaforma specializzata nel settore alimentare, significa che avranno già sviluppato competenze nell’ambito Food Digital Marketing.

Fare foto accattivanti a prodotti alimentari, comunicare bene i benefici di prodotti alimentari richiede competenze specifiche. In alternativa, sarà tutto a carico tuo e dovrai affidarti a qualche professionista in questo ambito. Non fare da te.

Per selezionare un professionista in marketing prova a fargli le seguenti domande:

  • Che progetti hai seguito?
  • Quali risultati hai ottenuto?
  • Quali competenze hai di marketing digitale?
  • Sei un esparto SEO, SEM, Newsletter, Google Advertising, Facebook Ads, Remarketing?

Il mondo del marketing online è piuttosto recente, si può dire che abbia 20 anni ed è tutt’altro che una scienza esatta, per questo ti consigliamo di affidarvi a persone che sappiano davvero quello che fanno.

 

Come aprire un negozio di prodotti tipici online.

 

Costi di logistica e magazzino

Oltre ad organizzare gli imballaggi, per quanto riguarda la logistica e il magazzino hai 3 possibilità.

  • La prima è organizzarti con il tuo magazzino e realizzare tu stesso le consegne. E’ fattibile solo se hai lo spazio, il tempo e i mezzi a disposizione. Può essere una soluzione vincente nel momento in cui decidi di fare consegne a Km 0 o nella zona. Se hai deciso di vendere in tutta Italia o anche all’estero ti restano le altre due alternative.
  • Fare un contratto con una società di spedizioni. Ad oggi ci sono diverse società: Bartolini, SDA, GLS, DHL, UPS per citarne qualcuna. Il nostro consiglio è di sentirle tutte per spuntare il miglior prezzo e regolarsi poi in base al livello di servizio che desiderate.
  • Affidarti a qualcuno che gestisce per conto tuo queste attività. Si parla di dropshipping o accordi in “conto vendita”. Normalmente alcune piattaforme ti danno la possibilità di usufruire di questo servizio. Anche qui ci sono piattaforme generiche (ad esempio SpedirePro, Yakkofy), oppure specializzate nel settore del food (as esempio Casa Sapori). Gli invii un pallet di prodotti e loro seguiranno lo stoccaggio e le spedizioni per conto tuo, ottimizzando i costi di gestione e spedizione al tuo posto, in totale trasparenza. Ad esempio, con Casa Sapori, puoi usufruire di questo servizio in totale comodità, senza preoccuparti di nulla.

Tempi

Realizzare un sito web richiede tempo. Se decidi di sviluppare il tuo sito da zero, ci vorranno sicuramente alcuni mesi.

Mentre, se decidi di aprire la tua vetrina online su una piattaforma, puoi essere online nel giro di pochi giorni, se non di qualche ora. Infatti una volta che ti sei registrato, e hai attivato il tuo abbonamento, non ti resta che configurare il tuo shop online con la descrizione, caricare i prodotti, caricare le immagini e voilà, sarai online.

 

Come vendere prodotti agricoli online: la normativa

 

Se vuoi vendere online i tuoi prodotti artigianali, è necessario rispettare alcuni requisiti addizionali, rispetto alla vendita fisica, che sono stati definiti nel 2011 per tutelare sia chi vende, ma anche chi acquista.

In particolare, il Regolamento comunitario 1169/2011/UE definisce le “regole del gioco” per la vendita di prodotti alimentari online. I temi da rispettare sono:

1. Requisiti per vendere alimenti online
2. Adempimenti amministrativi e burocratici
3. Oneri informativi
4. Le condizioni di recesso
5. Fatturazione e tassazione per la vendita di alimenti online

 

1. Requisiti per vendere alimenti online

A seconda che tu decida di commercializzare beni alimentari all’ingrosso o al dettaglio, hai differenti requisiti.

 

Requisiti personali per la vendita all’ingrosso

Con l’entrata in vigore del D.lgs. 147/2012, art. 9, l’esercizio dell’attività di commercio all’ingrosso di generi alimentari è subordinata esclusivamente al possesso dei requisiti di “onorabilità”, ovvero:

  • Non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza.
  • Non avere riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni.
Requisiti personali e professionali per la vendita al dettaglio

Per quanto riguarda, invece, la vendita di prodotti online al dettaglio, dovrai tenere presente che, oltre ai requisiti di onorabilità previsti per il commercio all’ingrosso, occorre avere ulteriori requisiti di tipo professionale e morale, da dimostrare al Comune di appartenenza.

Basta possederne uno dei seguenti, in alternativa:

  • Avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano.
  • Avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale.
  • Essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

2. Gli adempimenti amministrativi e burocratici

Dal punto di vista operativo, il venditore deve seguire alcuni passi essenziali:

  • Presentare la SCIA al Comune di competenza.
  • Comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito web e i dati identificativi dell’internet service provider con indicazione del codice ATECO.
  • Richiedere il numero di P.IVA che resterà invariato sino a chiusura dell’attività.
  • Indicare nella home page del sito web, in evidenza, il proprio numero di P.IVA, anche se il sito è utilizzato solo per fini pubblicitari (risoluzione n. 60 del 16/05/2006).
  • Nel caso di commercio all’ingrosso, chiedere la registrazione presso la Camera di Commercio competente.
  • Se si intendono effettuare operazioni intracomunitarie, deve essere resa evidente ed espressa nella SCIA la volontà di effettuare tali operazioni.

3. Gli oneri informativi. Come deve essere un’etichetta per vendere alimenti online

Inoltre, dovrai comunicare alcuni aspetti e renderli ben visibili al consumatore, prima che possa effettuare l’acquisto. In particolare, dovrai dare maggiori informazioni su:

  • Chi siete (Identità del produttore).
  • Caratteristiche dei tuoi prodotti (Schede prodotto).
  • Condizioni per il recesso.

Nel momento in cui realizzi un sito o crei una vetrina online, anche con una piattaforma, sono tutte informazioni che già avresti dovuto “creare” per poter presentarti e raccontare i tuoi prodotti.

Tutte le informazioni obbligatorie sugli alimenti devono apparire in una lingua che il consumatore capisca facilmente. Quindi consigliamo di adottare la lingua di riferimento del Paese in cui i prodotti devono essere consegnati ed eventualmente la lingua inglese se si pensa di vendere all’interno dell’Unione europea.

Se ti affidi a qualche piattaforma, tra i servizi offerti, ci sarà sicuramente anche il supporto con le traduzioni nelle varie lingue. A maggior ragione, se ti affidi ad una piattaforma specializzata nel food potrà darti indicazioni anche su eventuali regole presenti nel Paese specifico per aiutarti con l’export.

Un elemento aggiuntivo fondamentale per la vendita online, che potresti dover realizzare rispetto alle tue attività tradizionali è l’etichetta, la quale dovrà essere fatta, rispettando i requisiti di legge, in particolare, è obbligatorio che:

1) Accanto al nome del prodotto alimentare, sia indicato lo stato “fisico” nel quale si trova il prodotto e lo specifico trattamento che ha subito; ad esempio, dovrà essere chiaro all’acquirente se si tratti di prodotto in polvere, affumicato, decongelato, surgelato, ecc..

2) Su ogni confezione, sia presente l’elenco degli ingredienti nonché (in ordine di peso) di tutte le sostanze impiegate nella produzione. In questo contesto emerge la necessità di un richiamo della presenza di potenziali allergeni e sostanze che possono provocare disturbi o scompensi nei soggetti predisposti. Tutte le sostanze suscettibili di provocare reazioni allergiche o simili, infatti, devono essere evidenziate con caratteri diversi (per dimensioni, stile o colore) rispetto al resto del testo in etichetta, in modo da permettere di visualizzarne rapidamente la presenza;

3) Se nell’alimento sono presenti “oli vegetali” o “grassi vegetali”, sia predisposto un elenco ordinato che ne indichi l’origine specifica (di palma, olio di cocco, grassi idrogenati, ecc.);

4) Sulla confezione, sia indicata la durata del prodotto:

Data di scadenza: se si tratta di cibi deperibili, la data è preceduta dalla dicitura “Da consumare entro il” come limite massimo, oltre il quale il prodotto non deve essere consumato

Termine minimo di conservazione (TMC): nel caso di alimenti che durano più a lungo, la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il” indicherà che il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche (come il sapore e l’odore) ma può essere consumato senza rischi per la salute.

5) Per un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione, siano indicate eventuali particolari modalità di conservazione del cibo.

6) Se si tratta di sostanze alimentari particolari, come carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine d’oliva, sia indicata in etichetta la provenienza.

7) Infine, una posizione privilegiata e ben evidente in etichetta, sia lasciata alla dichiarazione nutrizionale. L’Europa ha introdotto l’obbligo di indicazione delle informazioni nutrizionali riferito a 100 g/100 ml dell’alimento. L’elenco ricomprende:

a. valore energetico;
b. grassi;
c. acidi grassi saturi;
d. carboidrati;
e. zuccheri;
f. proteine;
g. sale.

Accanto alle informazioni obbligatorie in etichetta sarà, poi, possibile inserire le informazioni complementari, ossia consigli e suggerimenti sul consumo specifico dell’alimento.

Ad esempio: nel caso di commercializzazione di prodotti con un notevole quantitativo di caffeina, che non siano tè o caffè, oltre all’indicazione “tenore elevato di caffeina”, si potrà inserire la dicitura “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”;
nel caso di dolciumi o bevande ai quali viene aggiunta una quantità rilevante di liquirizia, sarà utilizzabile la dicitura “contiene liquirizia” subito dopo l’elenco degli ingredienti; e così via.

La corretta indicazione degli elementi nutrizionali in etichetta, oltre ad assolvere allo scopo di informare adeguatamente il consumatore, costituisce una valida prova per il produttore e per i merchant in merito all’assolvimento degli oneri informativi su di loro gravanti. Più è completa l’informazione, maggiormente evidente sarà la chiarezza, la trasparenza e la buona fede del professionista.

 

4. Il recesso per i beni alimentari

Nelle vendite online, l’art. 52 del Codice del Consumo prescrive l’obbligo per chi vende online di informare il proprio acquirente circa il diritto di restituire il bene, entro 14 giorni dalla consegna, nel caso in cui questi – anche senza motivazione – non intenda restare in possesso del prodotto.

Tale diritto, definito “recesso”, il cui ambito di applicazione copre una vasta area di settori, beni e servizi, viene però escluso per alcune specifiche categorie di prodotti.

Tra esse, vi rientrano a pieno titolo anche alcuni tipi di beni alimentari (art. 47, comma 1, lett. l), cod. cons. e art. 59 cod. cons), e nello specifico: quelli che sono “suscettibili di deteriorarsi o scadere rapidamente”.

Questo perché il considerevole lasso di tempo intercorrente tra l’esercizio del diritto di ripensamento e l’effettivo riacquisto del possesso del bene da parte del venditore (14 giorni per la comunicazione + 14 giorni per la restituzione per un totale di 28 giorni dalla consegna) si rivela troppo lungo per garantire che il bene alimentare non abbia subito alterazioni nel frattempo.

Vi sono alcune particolari categorie di prodotti che possiedono caratteristiche tali da non potersi adeguatamente conservare o accantonare in attesa dello spirare del termine di recesso (si pensi ai formaggi, ai salumi, al pesce, alle verdure fresche, ai surgelati, …).

Di recente, con l’emanazione della L. 27/2012, si è deciso di specificare all’art. 62 che: “Per «prodotti alimentari deteriorabili» si intendono i prodotti che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • Prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non superiore a sessanta giorni.
  • Prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe e piante aromatiche, anche se posti in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a sessanta giorni.
  • Prodotti a base di carne.
  • Tutti i tipi di latte.

Come intuibile, quindi, si tratta di prodotti alimentari il cui stato di conservazione incide pesantemente sulla possibilità di poter essere restituiti e sulla salute dello stesso consumatore.

Per i beni deperibili, deteriorabili e per le specifiche categorie sopra esposte, la legge esclude per certo il diritto di ripensamento ex art. 52 Cod. Cons. indicato sopra.

Spesso può capire che il prodotto deperibile arrivi in ritardo, magari per colpa dello spedizioniere. In questo caso, sarà buona prassi, rimborsare il cliente per poi rivalersi sulla società di spedizione. Tuttavia ognuno è libero di applicare le proprie politiche di reso.

 

5. Fatturazione e tassazione per la vendita di generi alimentari

Sotto il profilo fiscale, la disciplina di vendita dei generi alimentari non è diversa rispetto all’attività di commercio di altri prodotti materiali.

Occorre però che il produttore che vende online tenga a mente:

  • Che per le cessioni di beni effettuate per corrispondenza, a domicilio o informa ambulante, non è obbligatorio emettere fattura se non espressamente richiesto dal cliente.
  • Che qualora venga emessa fattura:
    • il limite temporale di emissione deve coincidere con il momento di effettuazione dell’operazione (art. 22, DPR 633/1972 – art. 2 DPR 696/1996 – risoluzione n. 274/E del 05/11/2009);
    • essa deve contenere obbligatoriamente:
      • numero di partita IVA del soggetto cessionario o numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro europeo di stabilimento;
      • se il soggetto non agisce come cessionario o committente domiciliato o non sia professionista, l’indicazione del codice fiscale;
      • l’indicazione della residenza o domicilio del cessionario;
      • la vendita online di prodotti alcolici.

La compravendita online di prodotti alcolici differisce, per alcuni aspetti, da quella che si perfeziona attraverso i canali di vendita fisici. La conoscenza delle regole applicabili a ciascun contesto, pertanto, diventa fondamentale per gli operatori di settore e consente a questi di scegliere le modalità migliori per intraprendere un’attività di business online.

Vino, birra e bevande spiritose presentano peculiarità che li differenziano da altri alimenti, e sono regolamentati da norme cogenti che prevedono, anche negli aspetti commerciali, prescrizioni ad hoc.

La legislazione comunitaria, ad esempio, si concentra molto sugli aspetti di stoccaggio e trasporto, prescrivendo che la spedizione di prodotti vitivinicoli all’interno della Comunità europea sia accompagnata un documento compilato da una persona fisica o giuridica che si assuma la responsabilità del contenuto e dell’operazione.

Il documento di accompagnamento può essere riferibile ad un solo trasporto e deve contenere almeno le seguenti informazioni:

  • speditore,
  • numero di riferimento,
  • destinatario,
  • autorità competenti del luogo di spedizione o di partenza,
  • trasportatore, con informazioni sul mezzo di trasporto con il numero di immatricolazione,
  • data (o anche ora) di inizio del trasporto,
  • luogo di consegna,
  • designazione del prodotto con descrizione dei colli,
  • alcuni parametri analitici, se il prodotto è sfuso,
  • quantità,
  • indicazioni supplementari previste dal singolo Stato membro,
  • attestato di DOP o IGP.

Nel caso dell’esportazione verso Paesi terzi, diversamente, il documento di accompagnamento deve essere presentato in originale e in copia all’ufficio doganale competente dello Stato membro a sostegno della dichiarazione di esportazione

 

I requisiti per vendere prodotti agricoli online.

 

Società Agricole: come vendere online in regime di esonero IVA

 

Le aziende agricole che hanno un reddito inferiore ai 7.000 euro hanno uno speciale regime di esonero Iva. In particolare, secondo quanto previsto dalla disposizione in esame, il regime interessa i produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio attività, prevedono di realizzare, un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno 2/3 da cessioni dei prodotti agricoli e ittici.

Tali produttori sono espressamente esonerati dal versamento dell’Iva e da tutti gli obblighi documentali e contabili (fatturazione, registrazione, liquidazione periodica, comunicazioni periodiche), compresa la dichiarazione annuale, fermo restando, però, l’obbligo di numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali a norma dell’articolo 39 D.P.R. 633/1972.

 

Come vendere prodotti agricoli online: alcune conclusioni

 

Per tale motivo affidarsi a piattaforme come Casa Sapori, che possono occuparsi della fatturazione e dalla parte fiscale, può essere la soluzione più immediata e semplice per un’azienda agricole per iniziare a vendere online.

Viceversa, nel caso in cui aprite un vostro sito, dovrete sentire il vostro commercialista per organizzare tutte le attività dal punto di vista contabile.

Per qualsiasi approfondimento, scrivici e saremo felici di poterti dare una mano!

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